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stagione a cura del Teatro degli Sterpi
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Hangar Teatri
via Luigi Pecenco 10
La Stagione delle Onde è organizzata dal Teatro degli Sterpi, grazie al sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Friuli Venezia Giulia.
Si torna a teatro con la Stagione delle Onde!
Scopri tutti gli appuntamenti sul sito: hangarteatri.com
Venerdì 26 marzo alle 20:30 arrivano ad Hangar Teatri i Planet Opal, con un progetto di musica elettronica che si ispira alle scene post-punk e post-disco, ri-codificandole in chiave sound-system. Ad aprire il concerto, in collaborazione con il Kino Šiška, ci sarà Tachyon, produttore di musica elettronica.
Il nome Planet Opal richiama l’opale, un minerale che assume diverse sfaccettature a seconda della luce: questo è quello che fa la musica dei Planet Opal, che risulta diversa in base all'umore di quando la si ascolta.
La base della loro musica è sicuramente elettronica: sintetizzatori, drum machine e sequenze ripetitive. Per provare ad immaginare il genere musicale dei Planet Opal bisogna pensare ad un incrocio tra i Soulwax e gli lcd Soundsystem, o una band krautrock della Germania degli anni ‘70, un genere caratterizzato da ritmiche ipnotiche e psichedeliche; il duo bergamasco emerge come una vera sorpresa dell’elettronica italiana.
Ad aprire la serata sarà Tachyon, un produttore di musica elettronica idm astratta/surrealista e artista visivo sloveno. La sua musica crea paesaggi sonori astratti e surreali, sconfinando le categorie tradizionali del genere. Un artista lo-fi che crea musica caratterizzata da una qualità sonora volutamente imperfetta. Ispirato dai suoi stessi meccanismi interni, costruisce meticolosamente realtà alternative che non sono estranee a capricci, incanto e piacevoli stranezze.
Nel novembre del 2021 i Planet Opal pubblicano l’album d’esordio “Cartalavonu” (Dischi Sotterranei) che presto condurrà Giorgio e Leonardo sui palchi di tutta Italia ed Europa.
In estate Cosmo li invita ad aprire i suoi concerti di Padova e Lignano Sabbia d’Oro, successivamente partecipano al Mondo Festival di New York e agli eventi di Novi Sad (Serbia) – Capitale della Cultura Europea 2022, dimostrando che la loro proposta musicale ha tutti i crismi dell’internazionalità. Il loro anno favoloso si chiude con le aperture per i Niños du Brasil e per Populous, altro estimatore della loro musica.
Nel 2023 l’orbita dei Planet Opal gira ancora, passando dall’apertura per Peter Hook dei Joy Division / New Order al Goa Boa Festival, per il rinomato club Fuse di Bruxelles e i festival Transmusicales di Rennes e Zdravo Mladi di Skopje. Nel maggio dello stesso anno viene pubblicato l’EP di due tracce “46ab081222 / Do We Know Time?”. Il 2024 si inaugura nel migliore dei modi, con una doppietta di aperture agli olandesi Yin Yin al Kino Šiška di Lubiana e al Mocvara di Zagabria, mentre viene completata la scrittura di nuovo materiale.
La primavera del 2025 segna il ritorno dei Planet Opal, con la pubblicazione del nuovo, attesissimo, album “Recreate Patterns, Release Energy”.
Biglietto unico 10€. È consigliata la prenotazione a biglietteria@hangarteatri.it o al numero di telefono +39 3883980768. Biglietti acquistabili in prevendita su liveticket.it/hangarteatri.
20 Grammi è una produzione della compagnia di Caraboa Teatro, ospite da Hangar Teatri con due repliche: Sabato 21 marzo alle ore 20:30 e domenica 22 marzo alle 17:00. Nicola Ciaffoni, insieme alla sua compagnia teatrale, cerca di distribuire il suo spettacolo per i teatri di tutta Italia. Quando viene finalmente selezionato, il suo unico problema è capire come si racconta la crisi climatica.
“20 grammi” vedrà in scena Nicola Ciaffoni, che porta il monologo di un attore che si ritrova a scrivere una mail ad un direttore artistico di un teatro per proporre il proprio spettacolo, cercando di venderlo e di distribuirlo ai teatri di tutta Italia.
Secondo uno studio della Royal Society, 20 grammi corrisponde al peso di anidride carbonica prodotto dall’invio di una e-mail, e questo include anche la mail che lo stesso Nicola deve inviare, anche più volte, per riuscire a vendere il suo spettacolo.
In questo monologo cerca di evidenziare come tutte le nostre singole azioni, anche quelle che pensiamo essere più piccole e innocue, hanno un impatto ambientale.
Ognuno di noi, in modi e tempi diversi, contribuisce ad accelerare irreversibilmente la crisi climatica. Da qui il primo cortocircuito di Nicola: continuare a mandare le mail cercando di distribuire il suo spettacolo, consapevole così di immettere lui stesso nell’atmosfera tonnellate di co2, oppure smettere del tutto.
Caraboa Teatro nasce nel 2021 da un’idea di Gioia Battista, drammaturga, e Nicola Ciaffoni, attore, e insieme fondano la Società Cooperativa nel 2025 con l’arrivo dell’organizzatrice teatrale Sara Papinutti.
Al momento ha attivi più di 10 spettacoli tra prosa, concerti, site-specific. A luglio del 2022 debutta al Mittelfest di Cividale del Friuli lo spettacolo "Rosada!" ispirato alle Poesie a Casarsa di Pier Paolo Pasolini, con la partecipazione straordinaria del trombettista Paolo Fresu. Nel maggio del 2023 debutta in prima nazionale a Roma "L’esercito dei matti", uno spettacolo sulla follia della guerra. Nel giugno dello stesso anno, per la regia di Massimo Somaglino, la compagnia realizza lo spettacolo ''I guardiani del Nanga'', da cui è stato tratto l’omonimo libro edito da Bottega Errante Edizioni. Nel 2024 la nuova produzione ''20 grammi'' si aggiudica il Festival Inventaria, sezione demo ed è selezionato come spettacolo finalista al Festival FringeMI nel 2025.
Biglietto intero 14€, ridotto 8€ per soci del Teatro degli Sterpi, soci CUT, over 65, under 18 e studenti universitari. È consigliata la prenotazione a biglietteria@hangarteatri.it o al numero di telefono +39 3883980768. Biglietti acquistabili in prevendita su liveticket.it/hangarteatri.
“Memorie di un matto” di e con Sergio Pancaldi debutta come reading e studio aperto al pubblico giovedì 26 e venerdì 27 marzo alle ore 20:30 presso Hangar Teatri. Due serate per attraversare un lavoro in divenire, dove scena e spettatori condividono un’esperienza viva, tra scrittura, delirio e resistenza.
“Memorie di un matto” è un lavoro teatrale in fase di studio, liberamente ispirato alle “Memorie di un malato di nervi” di Daniel Paul Schreber, uno dei casi clinici più noti della modernità, e al saggio che Sigmund Freud gli dedicò nel 1911. Tra le fonti di riferimento figura anche il testo dello psichiatra statunitense Morton Schatzman, “La famiglia che uccide” (1973), insieme ad altri materiali che nel tempo hanno riletto e interrogato quella vicenda.
Lo spettacolo si apre con un tono quasi da stand-up: un uomo racconta il proprio universo, un mondo in cui “Dio parla nei nervi”, i raggi attraversano il corpo e l’apocalisse assume i contorni di un progetto personale. Progressivamente, però, il racconto si incrina. La comicità lascia spazio a una dimensione più rigorosa e inquieta: nelle pieghe della narrazione, costruita a partire dalle fonti e dalle loro riletture, la procedura si fa legge. E la legge, infine, si fa voce.
Emergono allora il padre pedagogista, la clinica, l’ordine, la disciplina del corpo, la scrittura come unico argine possibile. Tutto converge in un confronto serrato tra il soggetto e le autorità che lo definiscono: il medico, il padre, la teoria. Al centro di questo studio c’è una frattura decisiva: Schreber smette di essere soltanto attraversato dal discorso degli altri e compie un gesto semplice ma irreversibile, scrivere. Non per spiegarsi o giustificarsi, ma per rallentare. Da quel momento il delirio non scompare, ma cambia statuto: viene messo agli atti.
La struttura dello spettacolo prevede un doppio finale, due soglie che si confondono e si rispecchiano. La prima è più intima; la seconda, storica o pseudo-storica, interroga la responsabilità del sapere attraverso confronti immaginari con figure realmente esistite, il cui pensiero ha inciso profondamente sui decenni successivi.
Pur prendendo avvio dalla figura di Schreber, “Memorie di un matto” non parla soltanto di un uomo del tardo Ottocento. Parlando a noi, parla di noi. Racconta di famiglie che disciplinano, di istituzioni che normalizzano, di linguaggi che classificano, di corpi che resistono senza eroismo. Attraversa i temi della follia, del potere, della pedagogia e della psicoanalisi per arrivare a una constatazione essenziale: non sempre si guarisce; a volte, semplicemente, si resta. E restare, quando il sistema crolla, può diventare un atto politico.
Nelle due giornate di presentazione,“Memorie di un matto” viene condiviso come primo studio aperto al pubblico. Non una versione definitiva, ma una tappa trasparente del processo creativo. Il lavoro nasce da un’indagine sul corpo, sulla voce e sulla scrittura intesa come atto di resistenza. Per questo la relazione con chi assiste non è accessoria, ma parte integrante del percorso. Lo studio si propone come spazio di confronto e ascolto, in cui reazioni, domande e riflessioni possano contribuire a ridefinire ritmo, densità e direzioni future. Aprire il processo non è una cautela produttiva, ma una scelta poetica: se il tema dello spettacolo è la messa agli atti di un’esperienza, allora anche la scena deve poter trasformarsi attraverso lo sguardo di chi la attraversa.
Sergio Pancaldi nasce nel ferrarese nel 1972, risiede a Trieste dal 1991 dove sostituisce gli studi accademici di storia e critica d’arte con un percorso di studio e lavoro in ambito teatrale assieme a diverse compagnie del territorio. Si avvicina al mondo della fotografia e recupera interesse e passione per le arti grafiche, complice la fondazione dell’associazione Daydreaming Project. Dai primi del duemila, con un gruppo di lavoro residente nelle Marche, sviluppa la ricerca del simbolico, immaginario e astrologico in chiave sciamanica. Dal 2014 lavora stabilmente con CUT e Teatro Degli Sterpi, svolgendo in pianta stabile il ruolo di insegnante di teatro, attore e regista, nonché curatore di eventi. Nel 2022-23 in particolare, il primo anno di formazione teatrale per Adulti, il corso avanzato per universitari, il corso teen teen per ragazzi e gli incontri di Astrologia esperienziale e teatro sciamanico “Teatro del Cosmo”, a cadenza bimestrale.
Biglietto intero 14€, ridotto 8€ per soci del Teatro degli Sterpi, soci CUT, over 65, under 18 e studenti universitari. È consigliata la prenotazione a biglietteria@hangarteatri.it o al numero di telefono +39 3883980768. Biglietti acquistabili in prevendita su liveticket.it/hangarteatri.
Sabato 28 Marzo alle ore 20:30, Hangar Teatri ospita Talk & Open Stage di Waack in B. Un pomeriggio di incontro, dialogo e performance aperto a tuttə. Il talk affronta i temi dell’identità, del corpo e della libertà espressiva attraverso la danza. A seguire ci sarà un open stage a tema libero con esibizioni di waacking e altre arti performative in cui anche il pubblico potrà partecipare.
Il Talk & Open Stage di Waack in B è uno spazio dedicato al confronto, all’ascolto e alla condivisione attraverso il linguaggio della danza e delle arti performative.
La serata fa parte degli eventi collaterali del Festival d’arte Drag Travest3, che si terrà presso Hangar Teatri dal 17 al 19 aprile.
Il talk, condotto insieme a Magician Etruria Whackers, Kevin & Real Awanawaack, nasce come dialogo aperto con il pubblico e i performer e affronta temi centrali come identità, corpo, libertà espressiva e vissuto personale, con particolare attenzione alla cultura del waacking come strumento di espressione e inclusione.
A seguire, l’open stage è uno spazio performativo a tema libero, aperto a chi desidera mettersi in gioco attraverso esibizioni di waacking o altre forme artistiche.
È possibile iscriversi per partecipare come performer oppure assistere come pubblico, vivendo la serata come momento di scambio, supporto e celebrazione delle diversità. Un evento pensato per creare connessione, valorizzare l’espressione individuale e offrire uno spazio sicuro in cui il corpo diventa voce.
Waack in B nasce dal desiderio di esplorare e condividere la cultura del Waacking come linguaggio di libertà, espressione e identità. La “B” richiama il concetto di being ( l’essere ) e allo stesso tempo il riferimento al “capo in B” triestino, simbolo di unicità, autenticità e bellezza anche nelle proprie imperfezioni. Il progetto si muove tra danza, parola e performance, creando spazi di incontro in cui il corpo diventa strumento di racconto personale e collettivo. Waack in B mette al centro l’ascolto, la presenza scenica e il coraggio di mostrarsi, valorizzando le differenze come risorsa creativa.
Biglietto unico 10€. È consigliata la prenotazione a biglietteria@hangarteatri.it o al numero di telefono +39 3883980768. Biglietti acquistabili in prevendita su liveticket.it/hangarteatri.
“On-Off” è uno spettacolo per bambini dove la musica e il movimento accompagnano il ritmo dell’accendersi e dello spegnersi delle lampadine, dando vita a una danza. C’è in scena un attore, Andrea Buzzetti, ma la protagonista assoluta è la luce. Si terrà domenica 29 marzo alle ore 11:00, presso Hangar Teatri.
On-Off nasce da una ricerca di Andrea Buzzetti, fatta all’interno dei nidi d’infanzia per osservare il rapporto delle bambine e dei bambini con la luce e con il buio.
Lo spettacolo esplora e racconta la paura del buio e dell’oscurità, e di come può essere rotta da punti, linee e tracce di luce. Lampade e cavi possono prendere diverse forme, la luce può diventare un fiore, un cucchiaio, una danzatrice, una candela, una giostra, un papà, una mamma o un bambino, assecondando e valorizzando la curiosità dei piccoli e delle piccole nei confronti delle fonti luminose.
On-Off è poco parlato, si basa principalmente sulla magia e sul linguaggio del teatro d’oggetto: una forma di narrazione dove gli oggetti, in questo caso la luce, danno vita allo spettacolo. Insieme alla musica e al movimento, la luce si trasforma e si muove, seguendo il ritmo dell’accendersi e dello spegnersi delle candeline.
È la capacità di stupirsi dell’infanzia, un gioco, ma anche un modo per provare insieme a non aver paura del buio e della notte.
Adatto per i bambini da 1 a 4 anni.
Nata nel 1976 a Bologna, La Baracca opera da più di 45 anni nel Teatro per l’Infanzia e l’Adolescenza con un’attività di produzione e di programmazione dedicata alle famiglie e alle scuole. Dai primi anni Ottanta la compagnia gestisce a Bologna un teatro cittadino dedicato esclusivamente all’infanzia e alla gioventù in cui realizza e ospita spettacoli, laboratori, attività artistiche e culturali per bambini, ragazzi, genitori e insegnanti. La Baracca tiene al centro delle sue attività artistiche e creative il pubblico: l’infanzia, l’adolescenza, le famiglie, la scuola. Progettiamo, collaboriamo e facciamo rete a livello locale, nazionale e internazionale, operando per la crescita e lo sviluppo del settore.
Biglietto unico 6€. È consigliata la prenotazione a biglietteria@hangarteatri.it o al numero di telefono +39 3883980768. Biglietti acquistabili in prevendita su liveticket.it/hangarteatri.
Venerdì 20 febbraio alle ore 19:00 la Sala di Pietra di Hangar Teatri, in via Luigi Pecenco 8, Trieste, inaugura Paternity Ratio, la mostra fotografica di Giulio Favotto. Selezionato tramite la call internazionale “Camera”, il progetto indaga la paternità come spazio di tensione tra biologia e scelta, tra dato scientifico ed esperienza emotiva.
Hangar Teatri presenta Paternity Ratio, la mostra personale di Giulio Favotto, selezionata nell’ambito della call internazionale Camera – Call fotografica internazionale per fotografi e fotografe professionisti, curata e organizzata da Sergio Pancaldi.
Il progetto nasce come un’indagine visiva e concettuale sul significato della paternità, tra dato biologico, esperienza emotiva e costruzione simbolica.
Paternity Ratio prende il nome dalla formula “(r)=p(G/H1)/p(G/H0)= X/Y” che esprime il rapporto tra la probabilità di essere padre e quella di non esserlo. Ma, come suggerisce la riflessione di Jacques Lacan «la paternità è sempre una adozione» la biologia non è mai sufficiente a definire un’esperienza di paternità consapevole. Il progetto si muove così tra amore e razionalità, tra certezza scientifica e fragilità emotiva.
L’allestimento, concepito come intervento site-specific da Giulio Favotto e Sergio Pancaldi, dialoga con lo spazio della Sala di Pietra.
Giulio Favotto (Castelfranco Veneto, 1983) è fotografo e artista visivo. La sua ricerca si sviluppa tra tecniche analogiche, digitali e 3D, concependo l’immagine come uno spazio di dialogo tra estetica, introspezione e attivismo. Fa parte del collettivo teatrale Anagoor e ha collaborato con il duo musicale MOMBAO e con WOVO, realtà dedicata al benessere sessuale. Ha recentemente pubblicato con Yogurt Editions il libro Paternity Ratio, progetto esposto a Milano, Mestre e Montpellier.
La mostra è il risultato della call internazionale “Camera” lanciata da Hangar Teatri, rivolta a fotografi e fotografe professionisti senza vincoli tematici, con l’obiettivo di valorizzare ricerche artistiche contemporanee coerenti e personali. L’esposizione resterà aperta al pubblico fino a domenica 29 marzo, inserendosi nella programmazione culturale del teatro.
Si consiglia di verificare l’orario sul sito di hangarteatri.com prima della visita. L’ingresso è gratuito.
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