Dal 19 febbraio 2026 al 14 maggio 2026

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Informazioni

www.contrada.it/teatro-fabbri
contrada@contrada.it
tel. +39 040 947481

Indirizzo

Teatro dei Fabbri
Via dei Fabbri, 2/A
34124 Trieste TS
 

Dettagli

PREZZI RASSEGNA "AI FABBRI2”:

CARNET FABBRI 
5 Spettacoli 45,00 euro 

RIDUZIONE ABBONATI CONTRADA 
5 Spettacoli 35,00 euro 

BIGLIETTI 
Intero 12,00 euro 
Ridotto sopra i 65 anni 10,00 euro 
Abbonati Contrada 8,00 euro

Ritorna la rassegna della Contrada nel cuore antico della città


Annunciata la quinta edizione della rassegna "AiFabbri2", dedicata al teatro contemporaneo e curata dalla Contrada di Trieste. Da venerdì 24 ottobre si alza il sipario del Teatro dei Fabbri, il piccolo gioiello della Contrada nel cuore della città vecchia di Trieste, con 13 appuntamenti fino a maggio 2026.

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Il primo appuntamento è una performance/inchiesta su uno dei casi più controversi della storia recente: "Il viaggio di Nicola Calipari" ideato e interpretato da Fabrizio Coniglio e Alessia Giuliani (24 e 25 ottobre); a seguire il format innovativo "Intervista con il passato" di Antonio Veneziano (5 e 6 novembre) in cui il pubblico partecipa alla ricostruzione dell'omicidio del celebre archeologo e storico dell'arte Winckelmann.  E poi spettacoli a metà tra modernità epica e narrazione classica come "La guerra svelata di Cassandra. Aletheia" (18 e 19 novembre) con la grandissima Gaia Aprea e la riscrittura contemporanea di un'altra figura mitica in "P come Penelope" (9 e 10 gennaio 2026). Non manca la stand up comedy in "Cuoro. Inciampi per Sentimenti Altissimi" (4 e 5 dicembre) e “la Sparanoia” con il ritorno di Niccolò Fettarappa (19 e 20 febbraio); lo spettacolo improvvisato di circo contemporaneo e musica dal vivo come "Sonata per tubi" (21 e 22 gennaio) oltre ai linguaggi sonori in "Concerto per uno sconosciuto" (4 e 5 febbraio) con il candidato al Premio Scenario Pietro Cerchiello e Trittico suite per carrozza, stivaletto e cilindro (6-7 marzo). Ma anche l’opera intensa e originale di Rosario Palazzolo in "Via Crudex. Cantico della Minaccia" (21 e 22 marzo) e la nuova produzione Contrada dal testo di Edoardo Erba "Muratori" (13 e 14 maggio). Per concludere la storia struggente e affascinante di vita al margine raccontata in "Ivan e i cani", tratto dalla fiaba nera della drammaturga inglese Hattie Naylor con Federica Rossellini (10 e 11 aprile) e il testo comico e brillante "Ombrelloni" che racconta illusioni e ossessioni di un Paese, il nostro, che dà il suo meglio e il suo peggio in vacanza (29 e 30 aprile).
 

Il cartellone 2025-2026


La stagione di "AiFabbri2" parte venerdì 24 ottobre alle 20.30 e sabato 25 alle 18.00 con il racconto a due voci, quelle di Fabrizio Coniglio e Alessia Giuliani, che mettono in scena un confronto di verità contrapposte in "Il viaggio di Nicola Calipari" frutto di una lunga ricerca e indagine attraverso interviste da parte di Fabrizio Coniglio sul caso Calipari documentato anche nel podcast "Il caso Calipari". Questo spettacolo ripercorre gli eventi del 4 marzo 2005 in Iraq, un giorno che ha segnato l'Italia e sollevato dubbi e interrogativi irrisolti. Attraverso le parole di Giuliana Sgrena e le testimonianze del mitragliere americano Mario Lozano, esamineremo la liberazione di Sgrena, la tragica morte di Nicola Calipari e le versioni contrastanti fornite dall'esercito americano e dalla delegazione italiana. Un viaggio alla ricerca di una verità che si fa sempre più sfuggente. 

La rassegna prosegue il 5 e 6 novembre, alle 20.30, con "Intervista con il passato" di Antonio Veneziano, uno spettacolo innovativo che trasporta il pubblico nel cuore di misteri, casi risolti e irrisolti del passato, combinando intrattenimento, storia e interattività e permettendo agli spettatori di diventare dei detective. Attraverso interviste immaginarie con i protagonisti del passato, il pubblico si immaginerà in un moderno tribunale, ad ascoltare le testimonianze, riflettere sugli avvenimenti e ipotizzare la versione maggiormente plausibile del delitto. Il caso analizzato in questa circostanza è l’enigmatico omicidio di Johann Joachim Winckelmann, avvenuto l’8 giugno 1768 a Trieste. Lo spettacolo si avvale oltre dell'interpretazione di Antonio Veneziano anche di quella di Myriam Cosotti e Leonardo Zannier insieme agli interventi video di Irene Sualdin, Sara Zanni e Mario de Luca mentre le ricerche storiche e i contenuti video sono di Roberta Ventrella.

A seguire "La Guerra Svelata di Cassandra", in scena il 18 e 19 novembre, alle 20.30, è uno spettacolo dedicato all'epica figura della sacerdotessa dell'Iliade, la Cassandra di Gaia Aprea, un monologo teatrale potente e poetico che reinterpreta il mito di Cassandra per parlare al presente. "Una Cassandra del 2025" – si legge nella nota del regista – "che potremmo immaginare tra le strade bombardate di Kiev, le macerie di Gaza o in mezzo a uomini e donne in guerra. Testimone di un eterno destino di violenza che lega vincitori e vinti". Scritto da Salvatore Ventura, diretto da Alessio Pizzech e interpretato dalla magnetica Gaia Aprea, lo spettacolo dà voce a chi non viene ascoltato, a chi urla verità scomode in tempi di guerra e silenzio.

A dicembre arriva la stand up comedy di Gaia Salvatori in "Cuoro. Inciampi per sentimenti altissimi" il 4 e 5 alle 20.30. Nato sotto forma di blog nel 2012, nel corso degli anni Cuoro è diventato uno spettacolo di cui esistono diverse versioni declinate a seconda dei temi affrontati. Lo spettacolo ragiona sui meccanismi del sentimento d'amore e i suoi disastri: miti antichi, disagi contemporanei, liriche accorate e somatizzazioni complesse. Sdraiata su un divano, la protagonista passa in rassegna sé stessa e i propri rovelli interiori, indaga i desideri e rinarra storie d'amore e i loro inevitabili disfacimenti, provando a rispondere alla domanda: che cos'è l'amore?

Nel 2026 la rassegna ritorna il 9 (alle 20.30) e il 10 gennaio (alle 18.00) con "P come Penelope" di e con Paola Fresa. In uno spazio chiuso e asettico, simile a un laboratorio di analisi, viene messa sotto il microscopio l’iconica storia di Penelope. L’intento è quello di restituire alla figura universale del mito il suo sguardo negato, quello della donna che l’ha subito-vissuto, riconoscendole così una funzione attiva nella narrazione della sua vita. Si ripercorre la sua esistenza, segnata dal rapporto con il padre che da piccola tentò di affogarla, trascorsa poi nell’attesa di un uomo che non è mai tornato e interrotta per un figlio che, una volta cresciuto, ha scelto di non aspettare e di partire. La chiave ironica con cui vengono affrontate queste tematiche universali, riporta immediatamente l’indagine intorno al mito al nostro vivere contemporaneo.
 
L'appuntamento del 21 e 22 gennaio, alle 20.30, "Sonata per tubi" di e con Ferdinando D’Andria, Maila Sparapani e Marilù D’Andria è uno spettacolo di circo contemporaneo, cantato e suonato dal vivo, che ricerca le possibilità musicali di oggetti ed attrezzi di circo. È il circo dell’invenzione attraverso l’ingegno e l’uso della tecnologia. La musica spazia tra Rossini, Bach, Beethoven, Pink Floyd, Rolling Stones e Louis Armstrong. Attraverso il circo e la musica, lo spettacolo illustra il viaggio dall'adolescenza all'età adulta, insegnando che la crescita e la maturazione richiedono coraggio, creatività e la capacità di vedere il mondo con occhi nuovi.
 
Il 4 e 5 febbraio, alle 20.30, arriva "Concerto per uno sconosciuto", tra i finalisti del Premio Scenario 2025, una performance che prende forma a partire da un’esperienza reale: un cammino di 460 km lungo il Kungsleden, nel nord della Svezia, compiuto dall’autore Pietro Cerchiello. Un ragazzo di 26 anni che lascia tutto – lavoro, affetti, aspettative – e parte, senza sapere cosa troverà. Lungo il cammino incontra paesaggi remoti, rifugi, persone che passano, che restano. E una ragazza, anche lei in viaggio. I luoghi narrati, gli incontri e gli accadimenti sono veri o, almeno, lo sono diventati nel racconto. La drammaturgia si muove in equilibrio tra autobiografia e finzione. In scena: una chitarra, una loop station, un euphonium e un corno. Gli strumenti, suonati dal vivo, accompagnano la narrazione in una partitura musicale che unisce elementi di sperimentazione sonora, folklore scandinavo e canzone d’autore all’interno di una sorta di concept album. E alla fine, il ritorno. Non per arrendersi, ma per guardare la vita con occhi nuovi. Una riflessione su cosa significhi partire davvero, sulle cose da lasciare e su quelle da portare con sé. Uno spettacolo che parla del desiderio di cambiare e del bisogno di restare.

Il 19 e il 20 febbraio uno spettacolo graffiante: "La sparanoia / Atto unico senza feriti gravi purtroppo", con Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri che ci dicono: “Non ci sono buone notizie. La Sinistra è defunta ed è meglio così.” La Sparanoia è il grido perforante che muore in gola, è il pianto dei serial killer narcolettici e dei bolscevichi da divano. Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri sono autori, attori e registi. Tra le realtà teatrali giovani più apprezzate sul panorama nazionale, i loro lavori vengono rappresentati e prodotti da importanti realtà teatrali. 

Il 6 marzo alle 20.30 e il 7 alle 18 andrà in scena "Trittico Suite con Cilindro Stivaletti e Carrozze", una commedia contemporanea di e con Paola Bonesi sul palco insieme a Maurizio Repetto e Gloria Sapio. un trittico, ambientato tra i suoni di una Piazza della Scala di fine Ottocento e le note di Traviata, dal quale emergono, con la forza di un’impressione pittorica e di un umorismo a tratti spietato, il clima storico e sociale dell’Italia post-unitaria. Quadri vividi, popolati da personaggi strampalati e tragicomici, ripescati per l’occasione dai vetusti cassoni della letteratura verista, ma non per questo meno attuali.

Il 21 e il 22 marzo vedranno il ritorno di Stefano Cutrupi con Silvana Luppino. «Che cosa saresti disposto a fare per il teatro?». È la domanda che accompagna fino all’ultimo istante “Via Crudex-Cantico della minaccia”, scritto e diretto da Rosario Palazzolo. Uno spettacolo dinamico, fatto di ricerca drammaturgica e di surrealismo a tratti ammiccante. Le stazioni della via Crucis sono un colpo di genio. Tappe di un calvario o di un’ascesa? Non sappiamo.  L’unica cosa certa è che, per chi sarà sul palco, non ci sarà nessuna resurrezione.

"Ivan e i cani" è un monologo tratto dalla fiaba nera della drammaturga inglese Hattie Naylor, con il quale ha vinto il Tinniswood Award (2009) per la migliore opera radiofonica originale. Federica Rossellini - regista, drammaturga, illustratrice e performer, due volte Premio Ubu come Migliore Attrice Under 35 lo porta in scena nella traduzione di Monica Capuani, il 10 aprile alle 20.30 e l'11 aprile alle 18.00, in una speciale forma di reading arricchita da una partitura sonora, la storia del piccolo Ivan che a quattro anni scappa di casa in una Russia degli anni '90 devastata dalla povertà.  Una storia di degrado, solitudine, violenza, ma anche di un grande e inatteso amore, una solidarietà che lo unisce ai cani randagi con cui condivide la vita di strada e che diventa un'inaspettata famiglia che gli dona la sopravvivenza. 

Il 29 e 30 aprile alle 20.30 "Ombrelloni" di Iacopo Gardelli. Lorenzo Carpinelli con le musiche di Giacomo Toschi mette in scena la vita balneare: un microcosmo schizofrenico, intimo e allo stesso tempo esibizionista, Questo monologo comico riprende stili e tematiche care al teatro di narrazione, nel solco di maestri come Dario Fo, Marco Baliani e Marco Paolini. Il Bagno Kursaal – fittizio stabilimento per famiglie che ha attraversato immutato gli ultimi trent’anni di storia italiana – diventa la lente d’ingrandimento per raccontare le illusioni e le ossessioni di un Paese, il nostro, che dà il suo meglio e il suo peggio in vacanza. Ogni ombrellone, come sa bene l’anonimo narratore protagonista del racconto, può custodire una storia: e quella storia, inevitabilmente, parla di noi.

Chiuderà la rassegna AiFabbri2 la stessa Contrada che porta in scena "Muratori" di Edoardo Erba il 13 e 14 maggio per la regia di Daniela Gattorno. Muratori racconta la notte in cui Fiore e Germano, due amici muratori romani, si ritrovano a costruire un muro abusivo all'interno di un teatro abbandonato, destinato a diventare il nuovo magazzino di un supermercato. Mentre lavorano al riparo da occhi indiscreti, i due uomini ripercorrono le loro vite, esprimendo sogni di una vita migliore e confidandosi con sarcasmo e ironia. L'incontro inaspettato con Giulia, una figura misteriosa ispirata alla tragedia di Strindberg, sconvolge le loro vite, portando una ventata di arte e sogno in un mondo di lavoro e fatica. L'incontro con Giulia fa crollare le barriere tra i due mondi, alimentando il desiderio inestinguibile di sognare. È l’incontro dell’arte con il popolo: è l’arte del teatro che rapisce e fa vivere un sogno a chi ne gode, per il breve momento della sua messa in scena, in modo totalizzante.
 

Soggiorna minimo 1 notte presso le strutture ricettive aderenti alla promozione e potrai accedere con biglietto ridotto agli spettacoli proposti dal Teatro Bobbio e Teatro dei Fabbri!

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La Sparanoia - Atto unico senza feriti gravi purtroppo - giovedì 19 e venerdì 20 febbraio 2026 ore 20.30


Il palcoscenico del Teatro dei Fabbri si prepara ad accogliere, il 19 e 20 febbraio 2026 alle 20:30 nell'ambito della rassegna di teatro contemporaneo "AiFabbri2" della Contrada, "La Sparanoia", il dissacrante spettacolo di Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri,  tra le voci più taglienti e feroci del panorama teatrale contemporaneo. 

Con la complicità intellettuale di Christian Raimo, Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri portano in scena questo progetto che esplora con cinismo e graffiante ironia il naufragio delle ambizioni rivoluzionarie di una generazione ormai addomesticata e che ha scosso la scena nazionale diventando un piccolo manifesto generazionale.
"Non ci sono buone notizie...la Sinistra è defunta ed è meglio così...I giovani, addomesticati, non trovano più il piacere di delinquere: vivono a casa, perimetrati da un metro quadro e con l’ossessione dei lavaggi delicati. Il compagno Niccolò si innamora di colonnelli e programma orgasmi in caserma. La Sparanoiaè il grido perforante che muore in gola, è il pianto dei serial killer narcolettici e dei bolscevichi da divano".

Si presenta così questo spettacolo che si interroga su cosa rimanga della rabbia politica quando questa viene soffocata dai ritmi della quotidianità domestica e dall’ossessione per i lavaggi delicati, trasformando potenziali dinamitardi in bolscevichi apatici da divano, più interessati alle previsioni meteo che alle strategie d’attacco. Protagonista è una generazione che vive il conflitto tra il desiderio di incendiare le piazze e l’immobilismo di una realtà precaria, fatta di pigiami, ansia sociale e frustrazioni quotidiane. Con una lingua tagliente che mescola la satira politica al surrealismo, Fettarappa e Guerrieri danno voce a un malessere profondo, trasformando l’apatia e il senso di inadeguatezza in una raffica di parole ed energia fisica. Non si tratta di una semplice rappresentazione, ma di una performance travolgente che abbatte i confini tra stand-up comedy e teatro civile. Il ritmo è incalzante, quasi violento nella sua comicità cinica, capace di trasformare il pessimismo più nero in un atto di resistenza collettiva. Mentre si ride delle proprie paure, lo spettacolo costringe lo spettatore a fare i conti con un mondo che chiede costantemente performance e successo, mentre si resta intrappolati nel "ronzio" della propria "sparanoia".

Fettarappa e Guerrieri, autori e registi oltre che interpreti, confermano la loro capacità di dar voce ai conflitti di una generazione oppressa e sfruttata, utilizzando una parola che si fa proiettile. Il lavoro, già apprezzato su Rai Radio 3 e dopo una lunga tournée, si configura come un grido perforante che muore in gola, un atto di accusa contro la "rabbia scolarizzata" che ha imparato a dare del lei. Tra le mura di una casa che diventa perimetro di una prigione dorata, La Sparanoia invita a riflettere sul senso del disinnesco, individuale e collettivo, in un mondo in cui la nostalgia della rivolta è stata rimpiazzata da un mortuario, rassicurante pisolino.
Inserito perfettamente nel percorso di ricerca della Contrada per i nuovi linguaggi teatrali, lo spettacolo offre a Trieste l'occasione di scoprire uno dei lavori più originali degli ultimi anni. "La Sparanoia" è il grido di chi si sente addormentato ma possiede ancora la scintilla per raccontare, con spietata ironia, il disastro del presente. 
L'appuntamento per questo atto unico cinico e ricchissimo di intelligenza, è fissato per mercoledì e giovedì alle ore 20.30 nel cuore di via dei Fabbri.

 

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