Dal 16 gennaio 2026 al 24 gennaio 2026

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Indirizzo

Teatro Rossetti
largo Giorgio Gaber

Teatro Miela
piazza Duca degli Abruzzi 3

Cinema Ambasciatori
viale XX Settembre 35

La 37^ edizione del Trieste Film Festival si svolgerà dal 16 al 24 gennaio 2026. Saranno 9 giornate ricche di eventi e di bellissimi film! Le proiezioni si terranno al Politeama Rossetti, al Cinema Ambasciatori e al Teatro Miela. 

Il programma del festival include proiezioni, incontri con registe e registi, autrici e autori, presentazioni di libri, masterclass, appuntamenti di studio e approfondimento, mostre, concerti, attività per il pubblico dei “piccoli” e momenti di festa che coinvolgeranno l’intera città.

Scarica il programma del Trieste Film Festival 2026 (pdf)
 

L’omaggio a Ugo Borsatti nel poster del 37. Trieste Film Festival: la bora è per la prima volta protagonista


Una donna e un uomo avanzano nel vento, trattenendo il cappello e le giacche, nella Trieste degli anni ‘50: gli scatti sono di Ugo Borsatti e cattura una protagonista della vita triestina, di allora e di oggi, la bora. Saranno queste le immagini simbolo della locandina ufficiale del 37. Trieste Film Festival, il primo e più importante appuntamento italiano con il cinema dell'Europa centro orientale, che intende omaggiare il grande fotografo triestino scomparso nell’ultimo anno. 

Allo stesso tempo, il festival intende porre in primo piano la bora come compagna di viaggio da sempre, nel suo mese per antonomasia, con gioco e ironia. La rassegna si svolgerà infatti a Trieste dal 16 al 24 gennaio con film, documentari, corti, masterclass e incontri con i protagonisti, dai grandi maestri agli esordienti, registi e attori, e con le loro storie, capaci di creare ponti tra Est e Ovest. 


Vento dell’Est. Due foto chiare che catturano un momento della quotidianità, quando nei mesi invernali scende sulla città il vento continentale secco e freddo, con impatto dall’Altopiano carsico al mare: così la bora diventa un elemento naturale con cui convivere, un simbolo da condividere, che indica una direzione verso cui guardare. Non solo fenomeno atmosferico, ma un’energia che irrompe in città, protagonista al punto di influenzare i gesti, i ritmi, i corpi. Con il suo bianco e nero netto e la composizione dinamica, gli scatti trasformano momenti ordinari in poesia visiva, rendendo omaggio a un’identità cittadina profonda e inconfondibile.

Le foto scelte per rappresentare l’immagine dell’edizione di quest’anno sono prese dall'Archivio Foto Omnia di Ugo Borsatti in deposito presso la Fototeca dei Civici Musei di Storia e Arte del Comune di Trieste e di Proprietà della Fondazione CRTrieste: la raccolta comprende immagini scattate dal fotografo triestino, ritratte in un arco cronologico che dai primi anni Cinquanta conduce ai primi anni Novanta del secolo scorso, uno straordinario racconto visivo di Trieste, dal dopoguerra, quando la città non era giuridicamente italiana, sino ai tempi più recenti. 

Scomparso a 98 anni nel marzo 2025, Ugo Borsatti ha conservato fino all’ultimo uno sguardo attento su Trieste e l’Italia, sempre in relazione con i fenomeni sociali che hanno attraversato l’ultimo secolo. Nato nel 1927, comincia a scattare giovanissimo, nel 1943, immortalando un momento storico: la cattura dei soldati italiani da parte dei tedeschi. Dopo il lavoro coatto durante la guerra, apre nel 1952 lo studio Foto Omnia, diventando uno dei principali fotoreporter per testate come Il Gazzettino, Tuttosport, Corriere della Sera e Messaggero Veneto. Affiancato per tutta la vita dalla moglie Bruna Iaculin, è stato premiato con importanti riconoscimenti, tra cui il titolo di Cavaliere della Repubblica e il Sigillo d’Oro del Comune di Trieste. Il suo archivio, composto da circa 500.000 fotografie, è oggi custodito dalla Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste.

Nato alla vigilia della caduta del Muro di Berlino, il festival rappresenta un osservatorio privilegiato sulla società contemporanea europea, proponendo uno sguardo critico rivolto alle tematiche di oggi: dalle disuguaglianze alle migrazioni, dalle questioni di genere ai diritti civili, dai nazionalismi insorgenti alle frontiere e alle identità plurali. Una visione multietnica e frammentata della Nuova Europa, sede dell’incontro di voci e di Paesi in continuo cambiamento, crocevia di culture. 

Tra i focus presenti in programma al festival, ci sarà anche “Wild Roses”, la sezione dedicata alle registe europee, che quest’anno celebra le voci femminili del cinema sloveno: curata da Nerina T. Kocjančič, responsabile della Promozione e della Distribuzione del Centro di Cinema Sloveno di Lubiana, questa categoria segue lo scopo di promuovere le nuove prospettive femminili. Saranno le registe slovene al centro dell’attenzione, con 13 lungometraggi, tra documentari e film di finzione, e 10 cortometraggi, opere firmate da altrettante autrici. 
 

Le prime italiane di “Franz”, il Kafka di Agnieszka Holland, e "The Disappearance of Josef Mengele" di Kirill Serebrennikov aprono il 37. Trieste Film Festival


Le anteprime italiane del ritratto di Franz Kafka di Agnieszka Holland e la storia nascosta del medico nazista Josef Mengele di Kirill Serebrennikov apriranno il 37. Trieste Film Festival, il primo e più importante appuntamento italiano con il cinema dell'Europa centro orientale. “Franz” inaugurerà il festival venerdì 16 gennaio al Teatro Miela, mentre ad aprire le porte del Politeama Rossetti il 20 gennaio ci penserà "The Disappearance of Josef Mengele". A chiudere il festival, sarà la regista ungherese Ildikó Enyedi con il suo “SIlent Friend”, ancora al Politeama Rossetti, sabato 24 gennaio

Il festival si svolgerà a Trieste dal 16 al 24 gennaio con film, documentari, corti, masterclass e incontri con i protagonisti, dai grandi maestri agli esordienti, registi e attori, e con le loro storie, capaci di creare ponti tra Est e Ovest. 
Inaugura il festival "Franz" della regista polacca Agnieszka Holland (distribuito in Italia da Movies Inspired), che torna dopo il successo di “Green Border” del 2023 (Premio speciale della giuria alla Mostra del cinema di Venezia). Dopo le anteprime a Toronto e San Sebastian, e le selezioni per la Polonia agli Oscar 2026 e nella shortlist EFA, arriva anche in Italia in prima nazionale il progetto più ambizioso della carriera della regista: un biopic dedicato all’iconico scrittore boemo del XX secolo, Franz Kafka. Concepito come un mosaico caleidoscopico, il film seguirà l’impronta che Kafka ha lasciato nel mondo, dalla sua nascita nella Praga del XIX secolo fino alla morte nella Vienna del primo dopoguerra. 

Nella consueta doppia apertura di rassegna, quando il festival entra nello splendido Politeama Rossetti, ci sarà anche "The Disappearance of Josef Mengele" di Kirill Serebrennikov (nelle sale italiane dal 29 gennaio con il titolo La scomparsa di Josef Mengele, distribuito in Italia da Europictures), esordio nazionale dopo l’anteprima mondiale alla sezione Cannes Premiere: al centro, proprio la vita e la storia dell’uomo noto come «L’Angelo della Morte». Nel periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale, Josef Mengele, il medico nazista di Auschwitz, fugge in Sud America per ricostruirsi una vita nascosta: attraverso gli occhi di suo figlio che lo ritrova, Mengele è costretto a confrontarsi con un passato che non può più ignorare. Da Buenos Aires al Paraguay passando per il Brasile, organizzerà la sua scomparsa metodica per evitare qualsiasi forma di processo. Il regista Kirill Serebrennikov terrà una masterclass la mattina dopo (21 gennaio), moderata da Joël Chapron, storico collaboratore del Festival di Cannes ed esperto di cinema russo e sovietico.

La chiusura del festival sarà invece dedicata a "Silent Friend" di Ildikó Enyedi (distribuzione italiana Movies Inspired), già in concorso a Venezia - dove all’attrice Luna Wedler è andato il Premio Marcello Mastroianni - e in shortlist per gli EFA, nella serata di sabato 24 gennaio al Politeama Rossetti. Nel cuore di un giardino botanico in una città universitaria medievale della Germania si erge un maestoso albero di ginkgo: questo testimone silenzioso ha osservato per oltre un secolo i quieti ritmi di trasformazione attraverso tre vite umane. Nel 2020 un neuroscienziato di Hong Kong inizia un inaspettato esperimento, nel 1972 un giovane studente viene profondamente cambiato dal semplice atto di osservare e connettersi con un geranio, nel 1908 la prima donna ammessa all'università scopre, attraverso l’obiettivo della fotografia, i disegni sacri dell’universo nascosti nelle piante più umili. Seguiamo i loro incerti tentativi di entrare in contatto mentre vengono trasformate dal potere silenzioso, duraturo e misterioso della natura. La regista ungherese incontrerà il pubblico in una masterclass nel pomeriggio dell’ultima giornata. 
 

Al 37° TRIESTE FILM FESTIVAL il premiatissimo FILM di ESTER IVAKIČ, talento rivelazione del cinema sloveno, Premio speciale della Giuria a Torino Film Festival 2025 - sabato 17 gennaio, ore 20 Teatro Miela


Approda alla 37^ edizione di Trieste Film Festival uno dei lungometraggi d’esordio più premiati nelle ultime stagioni, a livello internazionale: è il film della giovane regista Ester Ivakič, talento rivelazione del cinema sloveno. Ida who sang so badly even the dead rose up and joined her in song - questo il titolo del film - ha conquistato lo scorso novembre il Premio Speciale della Giuria 2025 del Torino Film Festival nella sezione lungometraggi, dopo aver vinto pochi giorni prima il Fipresci Award – riconoscimento della stampa cinematografica internazionale - a Ljubljana Film Festival e la Menzione speciale della Ecumenical Jury a Cottbus Film Festival, in Germania. Prodotto da Temporama con il sostegno dello Slovenski Filmki Center, il film aveva mosso i suoi primi passi con una affollata presentazione al Caffè San Marco di Trieste, e sarà proiettato nella serata di sabato 17 gennaio al Teatro Miela, alle ore 20.  

Ida who sang so badly even the dead rose up and joined her in song è una “favola” iniziatica che vede protagonista la giovanissima Ida - la sorprendente attrice Lana Marić, alla sua prima volta sul grande schermo, oggi 13enne - in un tempo sospeso fra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta, poco prima della dissoluzione della ex Yugoslavia, in un villaggio rurale sloveno al confine con l’Ungheria, 30 anni prima che il mondo digitale diventasse il parallelo virtuale delle nostre vite. L’infanzia è al centro del film, dove una bambina impara a crescere affrontando le prime durezze della vita, a cominciare dalla perdita della persona a lei più cara, sua nonna.

Appena 33enne ma già in luce come “il volto del cinema sloveno del futuro”, Ester Ivakič si presenta al pubblico di Trieste Film Festival con l’audacia di un titolo – sinossi “alla Wertmüller”, che evoca atmosfere gotiche alla Tim Burton: il suo primo film è però soprattutto la favola di un tempo altro, nel quale era possibile vivere con riservatezza e anche in solitudine le proprie emozioni. Una piccola e potente “macchina del tempo” che ci riporta indietro, qualche decennio prima che l’onnipresenza digitale e i social fossero il pendolo che regola le nostre vite, e arriva al pubblico del terzo millennio con la freschezza di sentimenti universali. Il film, realizzato in coproduzione con RTV Slovenia, Gustav Film e Film Factory, è tratto dal libro della scrittrice slovena Suzana Tratnik, Noben glas (Neither voice). La fotografia è a cura di Rok Kajzer Nagode, co-sceneggiatrice è Nika Jurman. In Italia il film proseguirà il suo percorso in occasione della 37^ edizione di Trieste Film Festival, nel gennaio 2026. 

«Attraverso il mondo della solitudine infantile – spiega la regista Ester Ivakič - volevo mostrare lo spazio tra la leggerezza della vita quotidiana e l’ombra di una perdita inevitabile. Di fronte a questa sensazione, ci si può rifugiare nell'immaginazione, nel gioco, nella solitudine o nel tempo con gli amici, cercando sicurezza ovunque possibile. Il film si svolge principalmente in questi momenti». 
 

Doppelgänger Live @ Trieste Film Festival 17 gennaio ore 20:30 Hangar Teatri


In occasione del 37° Trieste Film Festival, Hangar Teatri ospiterà Doppelgänger, rapper classe 2000 nato a Roma da genitori bosniaci e tra le voci più rappresentative della nuova generazione balcanica. Diventato un fenomeno su TikTok e forte di collaborazioni internazionali con artisti come Frenkie, Dubioza Kolektiv e Dafina Zeqiri, ha conquistato milioni di stream grazie a un originale mix linguistico che intreccia italiano, inglese e bosniaco.
Doppelgänger dialogherà inoltre con Boban Pesov in occasione della presentazione della graphic novel C’era una volta l’Est (ed. Tunué), uno dei numerosi eventi collaterali del 37° TSFF, il 23 gennaio, alle 17.00, alla libreria Lovat: sarà un’occasione  per riflettere sulla comune esperienza dei due relatori, figlia della diaspora successiva alle guerre nei Balcani degli anni ‘90, oltre che su due linguaggi della cultura urban e pop contemporanea, il rap e la graphic novel.
Doppelgänger – nome d’arte di Alen Đokić – entra sulla scena musicale nel 2021, intercettando su TikTok un vasto pubblico di giovani di origine balcanica. Il singolo “Mic Check”, realizzato con il rapper bosniaco Frenkie, ne segna l’affermazione internazionale. Nel 2022 amplia ulteriormente la propria audience con i brani “Alen” e “BLKN BLD”, consolidando uno stile che fonde rap e hip-hop e che dà voce a una generazione dalla doppia identità culturale. Il riconoscimento da parte della cantante albanese Dafina Zeqiri lo porta a collaborare con la sua etichetta in Kosovo, mentre i progetti “BLKN BLD” e gli EP “Balkan Represent Vol.1” e Vol.2 superano i due milioni di stream su Spotify. La sua presenza sui social – oltre 1 milione di follower su TikTok e 250 mila su Instagram – ne conferma l’impatto sulla scena contemporanea. Nel 2024 collabora anche con i Dubioza Kolektiv, e il 6 dicembre è uscito “Balkan Represent Vol.3”, il suo nuovo EP.
Nel 2025 intraprende una collaborazione con 148 Booking, esibendosi in numerosi festival tra cui Idol Music Fest, Tom Fest @ Hiroshima Mon Amour, Spaghetti Festival @ Testaccio Estate e MIA – Meeting Internazionale Antirazzista. A ottobre è ospite al talk di Romics presso la Nuova Fiera di Roma dedicato al libro C’era una volta l’Est di Boban Pesov. A novembre pubblica su tutte le piattaforme digitali “C.O.M.”, il nuovo EP realizzato con il rapper GodDamn, e si esibisce alle Industrie Fluviali per la manifestazione “About a City Roma”, organizzata dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e il Municipio VIII.
La serata sarà aperta e chiusa dal DJ set di Let’s Get in Touch, collettivo nato nel 2023 dall’unione di tre DJ e producer, da tempo protagonisti della scena musicale triestina e oltre i confini locali. Tre identità artistiche e tre modi differenti di vivere la musica: Lumby, BTaste e Gillberto. Credono nella musica come strumento capace di riportare le persone a incontrarsi davvero, in contrasto con un presente che spesso le separa e le rinchiude in spazi digitali.
Biglietto unico 15€, ridotto 12€ per accreditati al Trieste Film Festival. 
È consigliata la prenotazione a biglietteria@hangarteatri.it o al numero di telefono +39 3883980768. Biglietti acquistabili in prevendita su liveticket.it/hangarteatri.
La Stagione delle Onde è organizzata dal Teatro degli Sterpi, grazie al sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Friuli Venezia Giulia.
 

Oltre la storia, tra le geografie dello sguardo: sogni, rinascite e memoria al 37. Trieste Film Festival


Racconti che ritornano dal passato, tra la pagine della letteratura o dalle pieghe dimenticate della Storia, fino ai ricordi, alle memorie più fresche, di un mondo vicino e vivace, come quelle dell’Est Europa, che svelano volti e voci del presente e del prossimo futuro del nuovo continente in divenire: sono questi i protagonisti della 37a edizione del Trieste Film Festival, il più importante appuntamento italiano con il cinema dell’Europa centro orientale. Diretto da Nicoletta Romeo, la rassegna si svolgerà a Trieste dal 16 al 24 gennaio 2026 con oltre 120 eventi tra film, documentari, corti, masterclass e incontri con i protagonisti, dai grandi maestri agli esordienti, registi e attori, e con le loro storie, capaci di creare ponti tra Est e Ovest. 

Il festival si terrà a Trieste nelle sedi del Politeama Rossetti, del Teatro Miela e del Cinema Ambasciatori. Tre le sezioni competitive con i concorsi internazionali per lungometraggi, cortometraggi e documentari. 

Aprirà il festival, nella giornata di venerdì 16 gennaio al Teatro Miela, "Franz" della regista polacca Agnieszka Holland (distribuito in Italia da Movies Inspired), che torna dopo il successo di “Green Border”. Selezionato per la Polonia agli Oscar 2026 e nella shortlist EFA, arriva in anteprima anche in Italia il progetto più ambizioso della carriera della regista: un biopic dedicato all’iconico scrittore boemo del XX secolo, Franz Kafka, un mosaico caleidoscopico, che segue l’impronta dell’autore nel mondo, dalla sua nascita nella Praga del XIX secolo fino alla morte nella Vienna del primo dopoguerra. Nella consueta doppia apertura di rassegna, nella data del 20 gennaio che apre le porte dello splendido Politeama Rossetti, ci sarà anche "The Disappearance of Josef Mengele" di Kirill Serebrennikov (distribuito in Italia da Europictures), esordio nazionale dopo l’anteprima mondiale alla sezione Cannes Premiere: al centro, proprio la vita e la storia dell’uomo noto come  «L’Angelo della Morte». Nel periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale, Josef Mengele, il medico nazista di Auschwitz, fugge in Sud America per ricostruirsi una vita in clandestinità: attraverso gli occhi di suo figlio che lo ritrova, Mengele è costretto a confrontarsi con un passato che non può più ignorare. Il regista Kirill Serebrennikov terrà una masterclass la mattina dopo (21 gennaio, ore 11.30, al Rossetti), moderata da Joël Chapron, storico collaboratore del Festival di Cannes ed esperto di cinema russo e sovietico. La chiusura del festival sarà invece dedicata a "Silent Friend" di Ildikó Enyedi (distribuzione italiana Movies Inspired), già in concorso a Venezia - dove all’attrice Luna Wedler è andato il Premio Marcello Mastroianni - e in shortlist per gli EFA, nella serata di sabato 24 gennaio al Politeama Rossetti. Lo stesso giorno, sempre al Rossetti alle 17.00, la regista ungherese incontrerà il pubblico in una masterclass. Nel cuore di un giardino botanico in una città universitaria medievale della Germania si erge un maestoso albero di ginkgo: questo testimone silenzioso ha osservato per oltre un secolo i quieti ritmi di trasformazione attraverso tre vite umane. Dal 1908 al 1972, fino all’ultima nel 2020, seguiamo gli incerti tentativi dei protagonisti di entrare in contatto, mentre vengono trasformati dal potere silenzioso, duraturo e misterioso della natura. 

Torna a Trieste Sergei Loznitsa: in anteprima italiana ci sarà "Two Prosecutors", già in concorso a Cannes e anche questo titolo in shortlist agli EFA (poi in distribuzione italiana con Lucky Red). Dopo la partecipazione dello scorso anno (con il documentario “The Invasion”) che gli valse il premio Eastern Star 2025, il regista ucraino riporta lo spettatore nella fiction, precisamente in Unione Sovietica nel 1937. Migliaia di lettere di detenuti falsamente accusati dal regime vengono bruciate in una cella di prigione: contro ogni previsione, una di queste lettere arriva a destinazione, sulla scrivania del neonominato procuratore locale, Alexander Kornev, che farà tutto il possibile per incontrare il prigioniero, vittima di agenti corrotti della polizia segreta, l’NKVD. 

Sempre tra gli eventi speciali fuori concorso, il festival presenta "Lagūna" di Šarūnas Bartas, tra i massimi esponenti del cinema baltico, in un lavoro intimo e potente. Al centro la sua stessa famiglia: sulla costa pacifica del Messico, nella terra che la figlia Ina Marija aveva scelto come casa prima di morire troppo presto, il padre - lo stesso regista -  e sua sorella minore Una intraprendono un viaggio per ripercorrere i suoi passi, in una laguna colpita dagli uragani ma perpetuamente rinata. In anteprima italiana in programma "Mirrors No. 3" di Christian Petzold, già nella sezione Quinzaine des Cinéastes a Cannes (in italia con Wanted): il film, tra gli esempi più lirici del cinema contemporaneo, presenta Laura, una studentessa di pianoforte di Berlino, che durante un viaggio sopravvive miracolosamente a un incidente d’auto. Fisicamente illesa ma profondamente scossa, viene accolta da una donna del posto che si prende cura di lei con devozione materna. Vincitore del Premio Leone del Futuro a Venezia, nella sezione ci sarà anche "Short Summer" di Nastia Korkia, ritratto di una quotidianità dalla Russia: Katya, 8 anni, trascorre l’estate con i nonni nella campagna russa. Qui il tempo sembra essersi fermato, gli adulti tacciono e una guerra sullo sfondo distrugge vite. In programma anche “In die Sonne schauen” (Il suono di una caduta / Sound of Falling, distribuito in Italia da I Wonder Pictures), opera seconda della regista tedesca Mascha Schilinski, Premio della giuria al festival di Cannes e candidato dalla Germania agli Oscar 2026 nella categoria Miglior film internazionale, racconto di quattro ragazze, separate dal tempo ma unite da un luogo, la fattoria in cui trascorrono la loro giovinezza, e da un trauma che riemerge al punto da far rispecchiare le loro vite l’una nell’altra.

Numerosi i titoli da tutta Europa in concorso: il festival presenterà 8 lungometraggi in gara, 10 documentari, 14 cortometraggi, 6 titoli italiani (per il Premio Salani). Tra le altre sezioni, ci sarà ancora - dopo la novità dello scorso anno - Visioni Queer, dedicata alle storie che intendono aprire una finestra sul contributo dato dal cinema dell’Europa centrale e orientale ai diritti delle comunità Lgbtq+, in tanti Paesi dove la libertà di espressione è messa a rischio. Tra i focus presenti in programma al festival, non mancherà infine “Wild Roses”, la sezione dedicata alle registe europee, che quest’anno celebra le voci femminili del cinema sloveno: curata da Nerina T. Kocjančič, responsabile della Promozione e della Distribuzione del Centro di Cinema Sloveno di Lubiana.

Come sempre, il festival si prepara a tornare insieme alla sua “compagna di viaggio”, la bora che scende sulla città nel mese di gennaio, quest’anno protagonista anche della locandina, dove una donna e un uomo avanzano nel vento, trattenendo il cappello e le giacche, nella Trieste degli anni ‘50. Gli scatti sono di Ugo Borsatti, il grande fotografo triestino scomparso nell’ultimo anno, testimone del Novecento a cui è dedicato l’omaggio per l’immagine simbolo, con gioco e ironia.

Scarica il programma del Trieste Film Festival 2026 (pdf)
 

TSFF DEI PICCOLI


Non è mai troppo presto per iniziare a conoscere il mondo del cinema: il festival propone infatti titoli per bambine e bambini, per tutta la famiglia. La sezione gode della collaborazione della Cineteca di Budapest per il secondo anno consecutivo, con perle dell’animazione ungherese dagli anni Sessanta agli anni Duemila - con la selezione dei corti ungheresi a cura di Alberta Mutti, suddivisa in due programmi: “Magie ungheresi animate” dedicato alle scuole e “Peter e i suoi amici alla scoperta della natura” presentato nel primo weekend di festival al Teatro Miela. La sezione quest’anno include inoltre due lungometraggi cechi: realizzato in stopmotion, presentato in anteprima alla Berlinale 2025 nella sezione “Generation Kplus” e finalista agli EFA, in programma c’è anche “I racconti del giardino incantato” di David Súkup, Patrik Pašš, Leon Vidmar e Jean-Claude Roze, racconto dove protagonisti sono tre bambini che trascorrono la notte a casa del nonno, e per riempire il silenzio dopo la perdita della nonna, la narratrice di famiglia, inventano storie e scoprono il potere dell'immaginazione, mentre in anteprima italiana è presentato “Una consegna segreta” di Ján Sebechlebský, dall’ultimo festival di Locarno nella sezione “Locarno Kids Screenings”, una storia ambientata alla fine dell’occupazione nazista, nei nevosi Monti dei Giganti, ai confini fra il Reich tedesco e il Protettorato di Boemia e Moravia, dove un eroico gruppo di bambini soccorre un pilota francese abbattuto.  

MOSTRE


In occasione del festival, la città si arricchisce inoltre di tre importanti appuntamenti espositivi che ne espandono i confini narrativi  e artistici, e che si affiancano alla mostra che ha inaugurato lo scorso 29 dicembre “25 anni di FVG Film Commission, un racconto per immagini di film girati in regione”, organizzata da Casa del Cinema. Si comincia il 10 gennaio alla Sala Veruda con la mostra multidisciplinare dell’artista serbo Živorad “Zico” Mišić, intitolata “Sulle correnti dell’arte” realizzata con il sostegno del Comune di Trieste - Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo, con l’esposizione di 100 opere - tra tavole originali, cornici e realizzazioni digitali - con al centro la figura di Nikola Tesla e della graphic novel Tesla: Il signore dei fulmini.  Dal 14 gennaio al 21 febbraio, l’associazione culturale Cizerouno ospita negli spazi del Cavò il progetto di ricerca visiva “Yugo Logo”, curato da Ognjen Ranković e Antonio Karača, con una selezione di oltre 600 loghi storici di un Paese che non esiste più, ma che ha lasciato un’eredità di design modernissimo e innovativo. Infine, dal 15 gennaio, la galleria EContemporary in collaborazione con Alpe Adria Cinema - Trieste Film Festival presenta “Beyond Human Skin / Coabitazioni invisibili", una mostra curata da Elena Cantori in collaborazione con il Trieste Film Festival che sposta l'obiettivo sulla natura profonda dell’essere umano. Attraverso il lavoro dell’artista italiana Martina Martonsky, l’esposizione spinge a riflettere sulla responsabilità che abbiamo verso il pianeta, partendo proprio dal riconoscimento delle infinite forme di vita che ospitiamo dentro e fuori di noi. 

EVENTI COLLATERALI


Ad affiancare la programmazione cinematografica, numerosi eventi collaterali che includono incontri, presentazioni di libri, performance, tour guidati e degustazioni. Tra gli eventi musicali: una serata con una delle voci più esplosive della nuova scena balcanica contemporanea (sabato 17 gennaio ore 21, presso Hangar Teatri), il rapper italo-bosniaco Doppelgänger. Opening e closing del concerto il DJ set del collettivo Let’s Get in Touch, per una serata che unirà musica, identità e culture.

Il TSFF propone un fitto calendario di presentazioni editoriali - grazie anche alle collaborazioni con Bottega Errante Edizioni e Meridiano 13 -, talk, workshop, tour guidati, portando a Trieste voci fondamentali della letteratura e dell'attivismo contemporaneo, oltre che performance e degustazioni. Il percorso letterario si apre con un ciclo curato da Bottega Errante Edizioni, che propone un’immersione nella storia e nell'identità dei Balcani. Il 19 gennaio al Caffè San Marco, lo scrittore croato Robert Perišić presenta "La gatta alla fine del mondo", un’opera definita dal Wall Street Journal tra i migliori libri dell’anno, in dialogo con il giornalista Rai Walter Skerk. Il giorno seguente, alla libreria Ubik, Dora Šustić racconta, insieme a Giorgia Spadoni, il suo romanzo d’esordio "I cani", una storia di libertà giovanile in Andalusia premiata con il ‘Drago Gervais’. Il ciclo si conclude il 21 gennaio alla libreria Minerva con Dejan Atanacković, in dialogo con Luigi Nacci, e il suo "Lusitania", vincitore del Premio NIN, che narra la nascita di una comunità utopica nella Belgrado occupata del 1915. Il 18 gennaio la libreria Lovat ospita il talk "Il Cuore Scoperto - Per ri-fare l’amore”, un momento di riflessione politica e culturale sulle nuove forme relazionali a partire dall'edizione italiana del libro di Victoire Tuaillon. L’appuntamento, moderato da Marta Improta, è con Marta Pacor e Rosa Monicelli. Il 23 gennaio sempre alla Lovat si passa alla graphic novel di Boban Pesov con "C’era una volta l’Est” (Tunué). L’autore dialoga con il rapper Doppelgänger e sarà un’occasione  per riflettere sulla comune esperienza, figlia della diaspora successiva alle guerre nei Balcani degli anni ‘90, oltre che sul rap e la graphic novel. Il 18 gennaio all'Antico Caffè San Marco lo storico e scrittore Eric Gobetti terrà una lezione tra cinema e storia che si propone di analizzare in che modo il cinema italiano ha rappresentato i partigiani jugoslavi e come sono stati mostrati gli occupanti italiani nel cinema jugoslavo. Il collettivo Meridiano 13 amplia l'orizzonte internazionale il 22 gennaio, facendo convergere le storie di Yemen e Bulgaria alla libreria Ubik con Eleonora Sacco e Giorgia Spadoni. Nella stessa giornata, un panel moderato da Mitja Stefancic dedicato alla musica alternativa slovena vedrà protagonisti Boris Benko e Petar Stojanović, esplorando l'eredità dei movimenti artistici e musicali degli anni Ottanta e Novanta nell’ex Jugoslavia.

Trieste stessa si trasforma in narrazione grazie ai tour guidati di Marzia Arzon e Francesca Pitacco. Gli itinerari, sei in tutto, spaziano dalla scoperta della Trieste slovena alla rievocazione della città operaia, passando per le storie di filantropia di Barriera Vecchia e la visita al Borarium di Opicina. È previsto anche un percorso a Trieste dedicato ai bambini e una passeggiata transfrontaliera tra Gorizia e Nova Gorica ideata da Gianluca Guerra per l'app Set Discover.

triestefilmfestival.it/eventi-37-edizione

L'esperienza del festival si arricchisce di eventi “fuori dagli schemi”, come la performance partecipativa Yugo Yoga, ideata da Lara Ritosa-Roberts, che il 24 gennaio trasformerà il Mercato Coperto in uno spazio di movimento collettivo ispirato alla cultura socialista e alla “fiskultura”. Altri appuntamenti includono lo Speed Date di ArtiFragili il 20 gennaio e i cine-racconti di Quadrato Culturale T.E.T.R.I.S.S. a cura di Margherita De Michiel, professoressa associata di lingua a letteratura Russa presso SSLMIT, al Ridottino del Teatro Miela il 16 gennaio.

Sul fronte della critica cinematografica, verranno presentati due volumi legati all’analisi di alcuni fenomeni nel cinema contemporaneo e allo studio dei festival che se ne occupano. Roy Menarini discuterà il suo "I film del XXI secolo" (Cuepress) il 18 gennaio con Beatrice Fiorentino, mentre Il Comitato CUC-Consulta Universitaria del Cinema presenterà "Festival e Critica: una storia incrociata" (Meltemi) martedì 20 gennaio presso la Libreria Umberto Saba, in conversazione con il giornalista Paolo Lughi. 

Il 19 e 20 gennaio presso la Sala CEI si svolgeranno le giornate di studi "Reframing European Film Festivals: Transitional Histories, Cultures and Identities”, realizzate dalla CUC in collaborazione con il TSFF. Tornano inoltre i CinéTalks, un percorso di film literacy per le scuole superiori, quest’anno sul tema della violenza di genere e in collaborazione con il centro antiviolenza GOAP, con alcuni incontri in vari istituti scolastici triestini e una matinée al Cinema Ambasciatori mercoledì 21 gennaio. Anche il palato sarà soddisfatto grazie alle degustazioni dei vini della cantina Rojac il 17 gennaio al Caffè San Marco e allo showcooking di tradizioni europee orientali in versione macrobiotica il 18 gennaio.

Per partecipare alle visite guidate, alle degustazioni e allo showcooking, è necessaria la prenotazione. 
Tutte le informazioni sul sito www.triestefilmfestival.it  
 

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