Dal 06 dicembre 2025 al 12 aprile 2026

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Informazioni

fototeca.trieste.it
cmsafototeca@comune.trieste.it
tel. +39 040 6754039

Indirizzo

Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte
Sala Selva di Palazzo Gopcevich
via Rossini 4, Trieste

Dettagli

Mercoledì-domenica, 10-17
Ingresso gratuito

A Palazzo Gopcevich la mostra fotografica che racconta la vita di piazza Unità dall'ottocento a oggi


L'assessore Giorgio Rossi: “Conoscere la storia di piazza Unità significa incontrare le generazioni che ci hanno preceduto e diventare consapevoli delle nostre potenzialità”

Forse non tutti ricordano che in piazza Grande il 1° luglio 1914 giunsero le salme dell'arciduca Francesco Ferdinando e della moglie Sofia assassinati a Sarajevo tre giorni prima. Poi fu ribattezzata piazza Francesco Giuseppe e, dopo ancora, piazza dell'Unità d'Italia. Per di qui passarono Benito Mussolini e in seguito, nei favolosi anni '60, Claudia Cardinale, fino ai tre Presidenti di Italia e Slovenia e Croazia in occasione del Concerto dell'Amicizia che nel 2010 ha simbolicamente chiuso il Novecento triestino. La grande Storia ha attraversato la piazza affacciata sul mare e, assieme a lei, tante storie di vita vissuta fatta di locali storici, manifestazioni, antichi mercati, quando ancora si tenevano qui. 

Nel 150° anniversario della costruzione del Palazzo Municipale (1875-2025) che domina l'odierna piazza Unità costituendone il fulcro istituzionale, il Comune di Trieste dedica a questo cuore pulsante della vita cittadina un'iconica mostra fotografica intitolata “La Fototeca in piazza. Scatti di storia e storie”. Le firme sono quelle che hanno contribuito a “scrivere” la storia della fotografia a Trieste a partire dal maestro Ugo Borsatti: tra le opere esposte, c'è quella che poco prima di lasciare la Terra egli ha definito come il suo migliore scatto, che raffigura proprio piazza Unità sotto la pioggia. È riconoscibile dalle grandi dimensioni della stampa.

Prodotta dal Servizio Promozione Turistica, Musei, Eventi Culturali e Sportivi del Comune di Trieste, la mostra rimarrà aperta a ingresso libero fino al giorno 12 aprile 2026, con i seguenti orari: da mercoledì a domenica dalle 10 alle 17 (lunedì e martedì chiuso). 

Oltre quaranta fotografi (tra cui Carlo e Giuseppe Wulz, Ferdinando Ramann, Carlo Wernigg, Pietro Opiglia, Adriano de Rota, Ugo Borsatti, l’agenzia Giornalfoto, Tullio Stravisi, Gianni Berengo Gardin, Franco Fontana e Marino Sterle) documentano momenti, volti, gesti e atmosfere. Le vedute più antiche restituiscono una piazza brulicante affiancata dal giardino ottocentesco: esercizi commerciali, barbieri, ambulanti e bancarelle, tram affollati, alberghi, caffè. Sullo sfondo i velieri evocano il ruolo storico della città come porto imperiale. Altre immagini raccontano i momenti iconici: l’attesa delle navi del 1918, i tragici giorni del 1953 e le emozioni del 1954 per il ritorno di Trieste all’Italia.

Non mancano scatti di indimenticabili lampi di quotidianità, come la piazza sferzata dalla bora, le riprese di Senilità, con una giovane Claudia Cardinale, gli eventi sportivi e le storie movimentate della Fontana dei quattro continenti. Cuore visivo e simbolico dell’identità triestina, la piazza è un habitat fortemente vissuto, crocevia di tensioni sociali, spinte e istanze identitarie, proscenio dove la città si interroga e si racconta generazione dopo generazione, attraverso l’inesauribile linguaggio fotografico.

In esposizione trovano posto anche oggetti di vita quotidiana e curiosità: dal gioco della campana, al prezioso mandolino in vendita presso il negozio di Carlo Schmidl, ai rasoi dei barbieri, fino alle tazzine da caffè e alla tazza dotata di copribaffi di fine Ottocento. A impreziosire ulteriormente il percorso espositivo contribuiscono materiali inediti, macchine fotografiche storiche e guide turistiche che rendono la visita un’esperienza coinvolgente e sorprendente.

Visite guidate gratuite con la curatrice Claudia Colecchia


venerdì 3 aprile, ore 11
mercoledì 8 aprile, ore 17
domenica 12 aprile, ore 11 (finissage)


 

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