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Knulp
via della Madonna del mare 7/a
Casa della Musica
via dei Capitelli 3
Tutti i concerti inizieranno alle ore 20.15.
- adesione ordinaria € 70,00
- adesione ridotta € 40,00 riservata agli studenti
- adesione sostenitori € 100
Tutti i soci riceveranno in omaggio un cd (sino ad esaurimento delle copie) a scelta tra ALDEVIS TIBALDI QUARTET - Tell Duke – Aldevis Tibaldi Plays the Music of Duke Ellington oppure ROBERTO MAGRIS - Lovely Day(s).
I soci sostenitori riceveranno in omaggio pure una graphic novel ispirata ad un grande pianista: FATS WALLER (Oblomov Edizioni) di Igort e Carlos Sampayo.
Dopo la bellissima anteprima del 25 settembre con il Ali Hossein Trio, il 13 ottobre inizierà la sedicesima stagione del Circolo del Jazz Thelonious di Trieste: tredici appuntamenti, ai quali è probabile se ne aggiungeranno degli ulteriori, spaziando dalla musica jazz fino a toccare occasionalmente il rock e l’elettronica.
giovedì 8 gennaio – ore 20.15
Knulp - via della Madonna del mare 7/a
MATTEO PAGGI “GIRAFFE”
Matteo Paggi – trombone
Lorenzo Simoni – sax
Vittorio Solimene – pianoforte
Andrea Grossi – contrabbasso
Andrea Carta – batteria
La giraffa, nel mondo del simbolismo, significa “lungimiranza”. Avendo la testa lontana dal cuore, è in grado di prendere decisioni con distacco e freddezza. Nella musica della band quindi, la mente è libera di volare, di esprimersi con tutta l'ariosità che le è propria; allo stesso tempo, il fuoco della passione arde forte nel petto e non trova alcun ostacolo, brucia incessantemente. È proprio con questo concetto che Matteo Paggi ha scritto le composizioni (originali) per la band. Lo stile delle Giraffe riesce a legare razionalità e passione, creando un'estetica originale che trae influenze dal metal, dal rock e dalla musica melodica, il tutto all'interno di una cornice jazz
venerdì 23 gennaio – ore 20.15
Casa della Musica - via dei Capitelli 3
ONGON
Antonio Bertoni – gimbri, percussioni, elettronica
Ongon è il nome d’arte usato da Antonio Bertoni, polistrumentista che si muove tra strumenti diversi anche di tradizioni lontane nel tempo e nello spazio, tra stili e influenze differenti: dalla musica gnawa al progressive, dalla psichedelia alle sovrapposizioni elettroacustiche. Nei suoi dischi e nel set proposto si snodano musiche ipnotiche, rituali e incantatorie, con richiami alle tradizioni nordafricane e un atteggiamento disinvolto e aperto.
sabato 7 febbraio – ore 20.15
Knulp - via della Madonna del mare 7/a
ALIPIO C NETO "APUAP" TRIO
Alipio C Neto – sax
Giovanni Maier – contrabbasso
Gal Furlan – batteria
Il concerto presenterà la "suite APÙAP" dedicata alla lotta dei Popoli Originari per l'autodeterminazione e la terra. In questo progetto, Alípio C Neto combina processi frazionari di background culturali per celebrare la Natura e nuove prospettive musicali di risorse ritmiche e melodiche. Porta al trio la sua profonda esperienza con le tradizioni musicali afro-indigene brasiliane, combinandole con il jazz e la musica contemporanea.
venerdì 20 febbraio – ore 20.15
Casa della Musica - via dei Capitelli 3
A BAD DAY
Sara Ardizzoni – chitarra
Egle Sommacal – chitarra
Il duo Egle Sommacal e Sara Ardizzoni in tempi non sospetti ha già incrociato le chitarre sul palco dei Massimo Volume, nasce ora il progetto A Bad Day da cui il disco di esordio autoprodotto, Flawed, che verrà presentato in questa serata. Brani musicali dove la tecnica dei due chitarristi di formazione rock si intreccia con una sensibilità artistica capace di configurare un paesaggio, atmosfere e rimandi, più che una narrazione lineare. Il titolo (Imperfetto) racconta l’approccio al disco, in cui l’imperfezione diventa uno stimolo piuttosto che un ostacolo.
venerdì 13 marzo – ore 20.15
Knulp - via della Madonna del mare 7/a
TELL NO LIES
Nicola Guazzaloca – pianoforte
Edoardo Marraffa – sax
Filippo Orefice – sax
Luca Bernard – contrabbasso
Andrea Grillini – batteria
La musica dei Tell No Lies formazione capitanata dal pianista e compositore bolognese Nicola Guazzaloca, e che riunisce cinque musicisti di diverse generazioni ed esperienze, si snoda tra incendiari frangenti improvvisativi ed avventurosi incastri melodici, proposti in modo coraggioso e autentico da un quintetto i cui musicisti contribuiscono ad alimentare la scena avant-jazz e sperimentale a partire dagli anni '90
venerdì 27 marzo – ore 20.15
Knulp - via della Madonna del mare 7/a
MINGUS REVISITED
Matteo Alfonso – pianoforte
Giovanni Maier – contrabbasso
L’idea alla base di Mingus Revisited nasce nel 2019, in occasione del quarantennale della scomparsa de contrabbassista, traducendosi in una raffinata opera di sottrazione armonica. Matteo Alfonso e Giovanni Maier descrivono il proprio intervento come una «scrematura» delle opere del celebre compositore afro-americano, attraverso un processo di riduzione delle complessità accordali in favore di una maggiore scioltezza esecutiva. Tale strategia riprende la struttura di Pithecantropus Erectus, dove, dopo un tema ricco di sezioni armonicamente difformi, l’improvvisazione viene lasciata fluire su una base estremamente semplice e scarna.
venerdì 17 aprile – ore 20.15
Knulp – via della Madonna del mare 7/a
HIBAKU JUMOKU
Antonio Gallucci - sax
Francesco Bucci - basso tuba
Paolo Inserra – batteria
Il trio nasce da un'idea di Paolo Inserra, eclettico batterista piemontese (Baustelle, Uppertones, Giuliano Palma). A completare il connubio si aggiungono: alla tuba Francesco Bucci, musicista sperimentale e compositore (Ottone Pesante, Zobibor, Calibro 35) e al sax tenore Antonio Gallucci, musicista e compositore (Vertical, Gli Stellari). La band è al suo esordio con questo progetto ipnotico e coinvolgente che offre un’esperienza strumentale dal colore psycho-jazz.
venerdì 8 maggio - ore 20.15
Casa della Musica - via dei Capitelli 3
IPPIO PAYO
Josip Pavlov - chitarra
Martin Lehmann - tromba
Daniel Tanner – batteria
Prog? Jazz? Space Rock? Ippio Payo è l'alter ego del chitarrista di Monaco Josip Pavlov. Composizioni strumentali si fondono in una trama poliritmica, ipnotica e narrativa. Presenteranno musiche dal loro ultimo disco Talking Birds uscito nel 2024. La musica di Ippio Payo si fa strada a tentoni, come uccellini che prendono il volo: a volte sbattono le ali come un colibrì, a volte volano maestosi come un albatro. Le canzoni attraversano ogni confine così come gli uccelli migratori. Gli uccelli sono considerati messaggeri tra gli esseri umani e il mondo spirituale. Ippio Payo, come l'uccello, rappresenta la libertà stessa: perché Ippio Payo sono sempre e solo se stessi in ogni momento. La musica è libera.
“Un ongon è un oggetto magico antropomorfo, un importante strumento sciamanico che allo stesso tempo attrae e contiene spiriti.
Alcune tradizioni, alcune melodie, alcuni ritmi, suoni e strumenti sono i miei ongon, attraggono spiriti ed energie speciali, ci portano in una dimensione altra.”
Ongon è il nome d’arte usato da Antonio Bertoni, polistrumentista che si muove tra strumenti diversi anche di tradizioni lontane nel tempo e nello spazio, tra stili e influenze differenti: dalla musica gnawa al progressive, dalla psichedelia alle sovrapposizioni elettroacustiche. Nei suoi dischi e nel set proposto si snodano musiche ipnotiche, rituali e incantatorie, con richiami alle tradizioni nordafricane e un atteggiamento disinvolto e aperto.
Così Pino Saulo, nume tutelare delle musiche avventurose della contemporaneità, ha presentato il concerto per la serata Fauves! (evento organizzato da Battiti, una delle trasmissioni iconiche di RAI Radio 3, per intercettare quanto di nuovo ed eccitante si muove nella musica), tenutasi a Roma:
“Ongon è il nome che ha scelto, un nome che rimanda immediatamente a una situazione di incantesimo, una situazione legata a una spiritualità profonda così come la musica che propone. Una musica profondamente influenzata dalla cultura nordafricana, dalla cultura gnawa e non soltanto. Una musica vista soprattutto come mezzo di guarigione, come mezzo di condivisione, come mezzo di espressione al di là del valore che noi solitamente diamo alla musica in termini occidentali, quindi un’esperienza più profonda, un viaggio anche interiore quello che ci propone Ongon”.
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