S’inaugura sabato 21 febbraio alle ore 18.30 a Trieste, alla Sala Veruda di Palazzo Costanzi, la mostra Francesca Pozzobon. Un infinito intrattenimento, organizzata dall’Associazione Pic Nick Art Cafè APS e curata dall’architetto Marianna Accerboni: attraverso una quarantina di opere - tra dipinti, sculture e oggetti realizzati fra il 1967 e gli anni Duemila -, la rassegna, concepita con un taglio antologico, propone per la prima volta a Trieste la creatività della pittrice e restauratrice veneta Francesca Pozzobon (Montebelluna, 1950 – 2023). Formatasi all’Istituto d’arte di Venezia, ha vissuto a Losanna e ad Asolo, dove ha svolto per molti la professione di artista, restauratrice e antiquaria. Ha esposto in varie mostre personali, destando curiosità e largo consenso.
L’arte come terapia profonda: Francesca Pozzobon nasce a Montebelluna, ai piedi del Montello, nel 1950. È dolce, sensibile, molto attaccata alla famiglia. Ama la bellezza e l’arte – scrive la curatrice Marianna Accerboni -, che pratica fin dall’età di 14 anni, e, tra i suoi sogni, c’è la maternità. Un desiderio intenso, che ben presto verrà spezzato a causa di un intervento medico. Francesca soffre e si rinchiude in se stessa. Ma l’8 maggio di uno dei suoi anni giovanili accade una sorta di piccolo miracolo. L’inclinazione per l’arte, che la porterà a svolgere lungo tutta la sua vita la professione di restauratrice e antiquaria nella magnifica cornice e stimolante atmosfera di Asolo, le offre una via d’uscita straordinaria. Dalla sua brillante e morbida capacità di fantasticare nasce Taormino: il figlio che non potrà mai avere, esce dalla sua penna e dai suoi pennelli, vitale e invincibile, proprio come lo sono i sogni più belli.
Francesca lo disegna secondo un fare libero ed espressionista e a lui dedica molto della sua brillante e vivace creatività. E a Taormino, che così ha voluto chiamare proprio perchè scaturito nel contesto di un soggiorno a Taormina con l’amica psichiatra che le aveva suggerito d’insistere lungo la via dell’arte come medicina dell’anima, dedica anche un libro, che viene esposto in questa mostra, allestita per ricordare la figura e la creatività di Francesca, la cui delicata bellezza esteriore era pari a quella interiore.
Nella rassegna è ospitato anche un video, che racconta in maniera diffusa il suo atelier che, come accade spesso agli artisti, era tutt’uno con l’abitazione che si affaccia su un giardino dalla dolcezza veneta. Qui è racchiuso tutto il suo mondo, dai colori sgargianti ma nel contempo delicati e soffusi. Racchiude affascinanti dipinti della mente, paesaggi e fantastiche figure surreali, spesso tenere e giocose, bidimensionali e tridimensionali, fini incisioni e “strappi d’autore”, cui l’artista affida anche messaggi e pensieri autobiografici e liberatori. Accanto ci sono reperti antiquariali spesso legati alla tradizione veneta e, oggetti, a volte dal sapore infantile, trovati o rielaborati attraverso l’arte molto contemporanea del riciclo o la memoria dell’object trouvé di duchampiana memoria.
Francesca crea, conserva e ricrea – conclude Accerboni -, dimostrando un’inesauribile fantasia, che rende quasi immortale la sua umana vicenda, grazie anche alla sensibilità della famiglia che ha voluto mantenerne intatto il messaggio conservato come in un piccolo museo, dove lei ha operato fino all’epilogo, nel settembre del 2023.
L’Associazione Pic knit Art Cafè APS nasce a Trieste nel 2014 con l’intento di divulgare e promuovere l’arte, la manualità creativa e l’aggregazione sociale, attraverso un’intensa attività in ambito cittadino, regionale e su tutto il territorio nazionale, attraverso progetti di opere collettive a scopo benefico, mostre, corsi e laboratori. Da sempre è particolarmente sensibile e attiva nell’ambito delle problematiche di genere, con focus sulla promozione e intervento in ambito femminile.
Le tematiche di questa artista sono intrinsecamente legate al mondo femminile: la sublimazione del desiderio di maternità, l’amore per i bambini, la resistenza e tenacia nella spontaneità del linguaggio solo apparentemente infantile e giocoso.
“Il genio di Francesca e le sue straordinarie capacità manuali, ci hanno affascinate e conquistate da subito” affermano Mariagrazia Giacomini, presidente, e Luisa De Santi, fondatrice e vicepresidente dell’Associazione Pic Nick Art Cafè. “In un momento in cui l’arte digitale e l’intelligenza artificiale stanno invadendo la vita di tutti i giorni, influenzando pesantemente l’arte e la cultura, ci è apparso estremamente importante, oltre che straordinariamente in linea con i nostri obiettivi associativi, far conoscere ad un ampio pubblico la sensibilità di questa artista e far comprendere la sua arte. Osservando le sue opere ci siamo sentite trasportate magicamente in un mondo che supera i sentieri della logica, in un viaggio a ritroso nell’infanzia che supera i confini di spazio e tempo.
Questa mostra – concludono Giacomini e De Santi - sarà l’occasione per dimostrare come l’intelligenza del “saper fare” di Francesca, sia caratteristica propria del femminile e del suo potere generativo e creativo in cui sogni, desideri e ricordi si fondono in un gesto artistico, ma anche in un gesto capace di cogliere la fatica del vivere quotidiano, accoglierla, accudirla e nel trasformarla, curarla”.