Debutta in anteprima nazionale al Teatro Miela Babe the show, evento-spettacolo ideato e curato da Sarah Pennacchi, con testo di Stefano Dongetti (consulenza letteraria Lisa Gasparotto) e la regia di Massimo Navone. In scena Laura Bussani e Veronica Dariol, con contributi video di Giulio C. Ladini. Lo spettacolo è una co-produzione Bonawentura / Tico Film Company. Si ringraziano Ariella Reggio e Luciano Santin.
Evento-spettacolo che celebra le donne di Trieste, forti, libere e anticonformiste, raccontandone con ironia l’unicità e la tradizione all’avanguardia. Babe the show è un gioco teatrale per due personaggi e due attrici intente a tracciare un identikit della "vera baba triestina". Tra citazioni letterarie, tante voci di donne intervistate e improvvisazioni con il pubblico, un divertissment ricco di suggestioni sull'anima più autentica di una città moderna prima della modernità. Proprio come le sue donne. Questo progetto nasce racconta Sarah Pennacchi osservando le donne di Trieste: “Mia nonna paterna, Anita, era triestina: non l’ho mai conosciuta, ma dicono che le somiglio, soprattutto nel modo di coltivare le amicizie e stare bene tra persone diverse. Trieste è stata a lungo considerata una città di anziani, e ancora oggi il cuore della sua vita sociale batte grazie a loro, soprattutto alle donne: le babe. Negli ultimi anni ho raccolto storie e impressioni su queste signore che si ritrovano nei caffè, parlano in dialetto, frequentano teatri, cinema, il Pedocin, e ogni angolo della città. Sono di ogni estrazione sociale, e hanno per me un fascino irresistibile. In fondo, credo di aspirare anch’io a diventare una baba. Amo la loro libertà discreta, l’eleganza senza sforzo, l’equilibrio con cui tengono insieme famiglia, amicizie e un pizzico di eccentricità. Amano ridere, viaggiare, godersi la vita. Non hanno più nulla da dimostrare: semplicemente, sono. Mi chiedo spesso quale sia il loro segreto: la città di confine? Il mare, i monti, l’apertura mentale? O è una qualità tutta loro, generazionale? Quando mi trasferii a Trieste nel 2017 cominciai a osservarle davvero, scoprendo che già Saba aveva colto la loro essenza. Le babe sono materia viva e teatrale: un modo di stare al mondo che merita di essere raccontato e tramandato”.