Sarà il primo spettacolo dal vivo realizzato con un uso massiccio dell’intelligenza artificiale: testi,
musiche e — soprattutto — errori saranno pianificati nei minimi dettagli da una nuova
applicazione creata da una startup del Sincrotrone di Basovizza. L’app fornirà al Pupkin anche
alcune “molecole di scarto”, che verranno distribuite al pubblico come gadget.
Solo alcuni attori saranno presenti sul palco; gli altri si esibiranno in smart working,
comodamente dal divano di casa propria.
In ogni caso, la penultima serata di stagione (che è sempre la migliore) affronterà numerosi temi
di attualità: la mobilità di Trieste, la geopolitica del Friuli Venezia Giulia, Piazza Goldoni, la
riforma della giustizia, il pieno in Slovenia, lo psicologo della mutua e la casa nel bosco.
Poiché il 2026 segna il 25° anno di attività della compagnia del Pupkin Kabarett, ogni serata
potrebbe essere l’ultima... anche se ci piacerebbe festeggiare degnamente questo piccolo
grande traguardo il prossimo autunno, tra la Barcolana e San Nicolò.