Dal 25 settembre 2026 al 27 settembre 2026

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Tutti gli incontri sono accessibili gratuitamente, in presenza e in streaming. 

Il programma aggiornato è online www.triestenext.it

Dal 25 al 27 settembre torna a Trieste il Festival della Ricerca Scientifica


L’edizione 2026 del Festival – promossa anche quest’anno da Comune di Trieste, Università degli Studi di Trieste, Gruppo NEM Nord Est Multimedia, il Nordest, Il Piccolo – sarà intitolata "La forma del pensiero interazioni tra cervelli e intelligenze" 

Il programma dell’edizione 2026 vede protagonisti i più importanti esponenti della ricerca scientifica, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico.

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Anche quest’anno la maggior parte degli incontri di Trieste Next si potrà seguire anche in diretta streaming sul canale YouTube del festival

Intelligenza artificiale, neuroscienze, apprendimento, salute, ambiente e diplomazie scientifica al centro di oltre cento eventi. Tra gli eventi speciali, l’incontro con l'archeoantropologo di Oxford Lambros Malafouris e “DNA”, spettacolo con Telmo Pievani e i Deproducers. E ancora, gli interventi di Vittorino Andreoli, la sociolinguista Vera Gheno, il teorico dell’IA Nello Cristianini, la già ministra dell’Università Maria Chiara Carrozza e Alessandra Poggiani, direttrice generale Cineca. In gara per il Premio Trieste Next - Science Book of the Year Antonella Fioravanti, Vincenzo Levizzani, Beatrice Mautino, Daniela Minerva e Marta Paterlini.

Che cosa significa pensare? Come nasce un'idea? Quanto del nostro modo di conoscere dipende dal cervello e quanto dalle relazioni con l'ambiente, gli altri esseri umani e le tecnologie? E che cosa cambia ora che le intelligenze artificiali sono entrate nei processi con cui produciamo conoscenza, prendiamo decisioni e immaginiamo il futuro?

Sono alcune delle domande al centro della quindicesima edizione di Trieste Next, il Festival della ricerca scientifica, in programma a Trieste dal 25 al 27 settembre 2026, con il titolo “La forma del pensiero. Interazioni tra cervelli e intelligenze”. Tre giornate di incontri, dialoghi e appuntamenti dedicati alla ricerca contemporanea e alle sue implicazioni per la società, con protagonisti della comunità scientifica italiana e internazionale. Oltre cento eventi e trecento relatori tra talk, laboratori, spettacoli e concerti, che si potranno seguire in presenza e in diretta streaming sui canali digitali del festival.
 
Il programma interseca discipline diverse, dalle neuroscienze all'intelligenza artificiale, dalla medicina alla fisica, dalla geofisica all'oceanografia, dalla pedagogia alla filosofia, fino alla diplomazia scientifica. Un percorso che parte dal funzionamento del cervello per interrogarsi sulle diverse forme dell'intelligenza e arrivare alle modalità con cui oggi la conoscenza viene costruita, condivisa e utilizzata.

In contemporanea con l'avvio del festival, l'Urban Center ospita l'undicesima edizione di EuroBioHighTech: l'appuntamento dedicato all'innovazione in campo biomedicale, biotecnologico e bioinformatico che mette in dialogo ospedali, università, imprese e investitori del Nordest e dell'area Alpe Adria.
 
E a partire dal pomeriggio di venerdì 25 settembre torneranno in Piazza Unità e dintorni anche gli eventi legati alla Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori.

L'ANTEPRIMA


Ad aprire il percorso di Trieste Next 2026 sarà, giovedì 24 settembre alle 18, la proiezione del documentario “Budinich, il pirata della scienza”, dedicato al fisico Paolo Budinich che ha contributo a costruire a Trieste una comunità scientifica internazionale e a darle l’identità di “città della scienza”. Il documentario è prodotto da ReBel Film con il supporto di ICTP, SISSA e FIT e il patrocinio dell'Università di Trieste e dell'Immaginario Scientifico.
 
Il festival si inaugura ufficialmente venerdì 25 settembre alle 11, con il taglio del nastro in Piazza Unità d’Italia e gli interventi dei rappresentanti delle istituzioni che promuovono Trieste Next e che hanno contribuito alla sua organizzazione e ai suoi contenuti.

GLI EVENTI SPECIALI TRA KEYNOTE LECTURE E PALCOSCENICO


Tra gli appuntamenti imperdibili, entrambi a cura dell’Università di Trieste, venerdì 25 settembre alle 21 al Teatro Verdi, il festival ospita la keynote lecture di Lambros MalafourisStrange People. How things make us who we are". L'archeoantropologo dell'Università di Oxford si chiede perché siamo l'unica specie a fare della propria esperienza un oggetto di attenzione costante. La risposta, per Malafouris, non sta nel cervello isolato ma nello spazio in cui cervello, corpo e cultura materiale si intrecciano: un concetto che chiama STRANGE, Situated TRANsactional GEnesis. Il sé, spiega, non è qualcosa che possediamo ma qualcosa che facciamo, nella relazione con le cose che ci circondano. Una riflessione che arriva fino al presente, e a una domanda aperta: cosa stanno facendo di noi, oggi, gli algoritmi?
 
Sabato alle 21 è la volta di “DNA Lo spettacolo che fa suonare la scienza”: una conferenza scientifica che diventa concerto, nata dall’incontro tra i Deproducers e Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro. Sul palco, per novanta minuti, la musica dal vivo di Vittorio Cosma, Riccardo Sinigallia e Laura Arzilli si intreccia alla voce narrante del filosofo evoluzionista Telmo Pievani e alle immagini di Marino Capitanio. Il racconto parte dalle origini della vita, dall’abiogenesi alla nascita della pluricellularità, attraversa i duecentomila anni della storia della nostra specie fino alla scoperta del DNA, per arrivare al cancro e agli strumenti con cui la scienza impara a riconoscerlo e contrastarlo. Dal progetto è nato anche il libro di Pievani "DNA. Un codice per scrivere la vita e decifrare il cancro" (Mondadori). «Partiamo dalle origini della vita per arrivare a spiegare la logica perversa delle mutazioni genetiche come il cancro e capire come sconfiggerlo», racconta Pievani.

I PROTAGONISTI DEL WEEKEND


Sabato 26 settembre alle 15 Maria Chiara Carrozza, già ministra dell'Università, dell'Istruzione e della Ricerca e presidente del CNR e oggi docente di Bioingegneria all'Università di Milano Bicocca, presenta "Quanto vale la conoscenza" (Egea): un'occasione per riflettere sulle sfide della ricerca e sul ruolo della ricerca nell’affrontare le sfide globali.

Alle 16.30 la sociolinguista Vera Gheno si confronterà con l'assessora regionale Alessia Rosolen e la rettrice dell'Università di Trieste Donata Vianelli sulla formazione e la condivisione della conoscenza nel corso dell’incontro “Il sapere non è solitario”.
 
Alle 18 lo psichiatra Vittorino Andreoli, scrittore e osservatore attento dell’animo umano, discuterà, in un incontro curato dall’Università, di "Essere e pensiero” a partire dal suo omonimo libro pubblicato con Marsilio. Andreoli affronta il rapporto tra essere e pensiero dal punto di vista dello psichiatra: il pensiero è una funzione biologica che nasce da neuroni, sinapsi e neurotrasmettitori e si trasforma con l'esperienza grazie alla plasticità cerebrale. Se il cervello è materia, il pensiero è ciò che quella materia produce nella relazione con gli altri: pensiamo perché siamo corpi immersi in un ambiente e in una storia. Da qui le domande aperte: quanto del pensare si possa osservare e misurare, e perché due cervelli con la stessa biologia arrivino a pensieri diversi.
 
La riflessione sull'intelligenza artificiale sarà uno dei fili conduttori del programma e Nello Cristianini, professore di intelligenza artificiale all'Università di Bath, venerdì 25 settembre alle 18 condurrà il pubblico dentro le prime enigmatiche mappe delle intelligenze artificiali. Il suo nuovo libro Forma mentis (Il Mulino) sarà la bussola per un viaggio ai confini tra filosofia e scienza.
 
Nicola Marzari, che alla University of Cambridge ricopre la cattedra Cavendish di Fisica, interviene sabato alle 11.30: l’incontro "L'intelligenza nei materiali" (a cura di Elettra Sincrotrone Trieste) guiderà il pubblico in un viaggio nella fisica della materia per comprendere come la materia stessa, a livello atomico, può diventare capace di memoria.
Sempre sabato alle 11.30 Alessandra Poggiani, direttrice generale di Cineca, il maggiore centro di calcolo in Italia e uno dei più importanti a livello mondiale per il supercalcolo, sarà tra i protagonisti del panel “Come i supercomputer cambieranno l’Europa?”, a cura dell'Ufficio del Parlamento europeo a Milano: si parlerà del supercomputer Leonardo e, più in generale, del ruolo dell’Unione Europea nel guidare e accompagnare la transizione digitale.
 
E ancora Oreste Pollicino, docente all’Università Bocconi ed esperto di AI policies, venerdì alle 18 con il suo keynote speech sul ruolo dell’intelligenza artificiale nel ridefinire la competitività economica, il funzionamento delle istituzioni e il rapporto tra innovazione tecnologica e valori democratici, aprirà l’incontro “AI per chi?”, occasione per conoscere l’esperienza di AgorAI Innovation Hub di Trieste, che cura l’incontro insieme all’ateneo.

CERVELLO, APPRENDIMENTO E INTELLIGENZE


Il festival sarà l’occasione per riflettere su cosa significhi pensare e apprendere, oggi, in un tempo in cui cervelli umani e intelligenze artificiali interagiscono in forme sempre più complesse. E perché non ha più senso parlare di intelligenza al singolare, ma di intelligenze, al plurale: quella umana, quella artificiale e quella animale, di cui si occupa per esempio la neuroscienziata dell’Università di Trieste Cinzia Chiandetti, protagonista del science café “The shape of animal thought: from cognition to law” dedicato al confine fra cognizione animale e diritto (domenica alle 11.30).

Il tema trova un contrappunto scettico in "Piante intelligenti: un equivoco semantico?" (sabato alle 18): le piante rispondono agli stimoli ambientali con raffinati meccanismi di segnalazione chimica, dando talvolta l'impressione di compiere scelte consapevoli pur non avendo un cervello. Ma parlare di "intelligenza" vegetale, sostengono i relatori, resta più un equivoco semantico che una conclusione scientifica.

Tra gli appuntamenti dedicati al rapporto tra intelligenza umana e artificiale, l’incontro “Il futuro della conoscenza tra cervelli e macchine” (sabato alle 10) riunirà il fisico teorico Alessio Ansuini di Area Science Park, che cura l’incontro, il neuroscienziato cognitivo Davide Crepaldi dell'Università di Pavia e l’informatico Luca Oneto dell'Università di Genova per interrogarsi su come l'intelligenza artificiale stia modificando i modi in cui apprendiamo, produciamo conoscenza, prendiamo decisioni e conduciamo le ricerche.

Alberto Cazzaniga, ricercatore di Inria Côte d'Azur, e Mario Giulianelli, docente di Linguistica computazionale all'University College London, cercheranno di rispondere invece alla domanda “Does AI think? How?”, in un confronto tra scienze cognitive, filosofia e ricerca sull'interpretabilità dei sistemi di intelligenza artificiale (sabato alle 11.30) per capire cosa significhi davvero “pensare”. Anche Giovanni Boniolo e Guido Caldarelli, direttore dell’Istituto dei Sistemi Complessi del CNR, si interrogheranno su chi pensa nell’era dell’intelligenza artificiale: sabato alle 15, il dialogo tra il filosofo della scienza e il fisico teorico - curato da CNR-IOM e Istituto di Cristallografia - sarà l’occasione per riflettere su come cambia il nostro rapporto con la conoscenza e quali implicazioni etiche comporta un sapere sempre più mediato da sistemi artificiali.

Intrecciando neuroscienze, machine learning e filosofia, Domenica Bueti e Sebastian Goldt della SISSA, insieme a Silvano Zipoli Caiani dell’Università di Firenze, indagano somiglianze e differenze tra cervelli biologici e sistemi artificiali. L’incontro “Macchine che parlano, menti che pensano” (sabato alle 18, a cura di SISSA) chiarirà come funzionano i large language models, i “cervelli” che controllano strumenti come ChatGPT, e cosa li rende così abili nel rispondere alle nostre domande. Anche domenica alle 15 spazio al confronto tra macchine intelligenti e cervelli umani: Sara Candussio, Marina Cobal, Giulia Salzano, Enrico Santi e Ketty Segatti, ci condurranno “Dentro la mente”, attraverso progetti sostenuti dal Fondo Sociale Europeo, per comprendere come prendono decisioni le intelligenze artificiali che usiamo tutti i giorni, nella vita quotidiana e nei laboratori di ricerca.

Il programma di Trieste Next porterà inoltre il confronto sul terreno dell'educazione e della costruzione collettiva della conoscenza, anche con laboratori rivolti alle scuole in cui studenti e studentesse saranno chiamati a sperimentare il pensiero critico e creativo e a confrontarsi con il rapporto tra intelligenza umana e artificiale.

L'incontro “Cervelli che imparano. Percepire, pensare, immaginare”, venerdì alle 15, farà il punto sulle basi biologiche e neurocognitive dell'intelligenza e sul ruolo di cervello, corpo e ambiente nei processi di apprendimento. La fisica teorica dell’Università di Pisa Marilù Chiofalo e il docente di educazione alla fisica Bor Gregorčič dell’Uppsala University si confronteranno invece su una domanda cruciale: What is scientific learning today? (sabato alle 10). Focus sull’embodied cognition e sull’impatto dell’intelligenza artificiale nella didattica della scienza. A Guido Sanguinetti e Monika Verzár Bass, invece, il compito di illustrare, in un incontro curato da UniTS, la maieutica del sapere: il bio-informatico e la storica ci invitano a riflettere, in un'epoca contrassegnata da un uso pervasivo e a volte semplicistico di sistemi di intelligenza artificiale, sul valore delle fonti da cui il sapere proviene, specialmente nell’ambito della ricerca scientifica (sabato alle 10).

Il festival sarà l’occasione per fare il punto su come cambia la didattica nell'era delle intelligenze plurali (sabato alle 11.30): quali competenze saranno indispensabili per i cittadini di domani? In un contesto in cui l'intelligenza artificiale è parte della quotidianità, il ruolo di chi insegna e di chi apprende deve evolversi per integrare lo sviluppo umano con l'innovazione tecnologica. Dall’applicazione della "Philosophy for Children" come metodo per costruire fin da piccoli una comunità di ricerca capace di sviluppare pensiero critico, creativo e di cura (sarà al centro dell’esperienza immersiva coordinata da Jessica Soardo venerdì alle 9 “Pensiero divergente: l’inedito senza età”) al workshop "Pensare giocando” (venerdì alle 9): nel programma che ogni anno Trieste Next dedica alle scuole del territorio spazio ad attività partecipative, giochi da tavolo e game design quali strumenti avanzati per esplorare la logica, la memoria, la creatività e la capacità di adattamento.

Da non perdere l’incontro dedicato alla rappresentazione del corpo femminile nell’ecosistema digitale, venerdì alle 16.30: una riflessione interdisciplinare sulla violenza di genere e sui modelli di maschilità tossica mediati dalle tecnologie, valorizzando il ruolo dell’educazione e delle pratiche di resistenza.

SALUTE: COME L’IA CAMBIA LA MEDICINA


Trieste Next dedicherà ampio spazio alle scienze della vita e alla salute e grazie alla collaborazione con Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro e Fondazione Telethon un focus sarà dedicato alle terapie innovative per tumori e malattie rare. Tra gli appuntamenti, “Come pensa uno scienziato”, sabato alle 11.30 con il ricercatore della Fondazione Telethon Emiliano Biasini e Andrea Ditadi, group leader SR-TIGET, “Istruzioni per costruire un cervello”, con il fisiologo di UniTS Lorenzo Cingolani e Gabriele Ciceri, group leader SR-TIGET (sabato alle 18) e “Questione d’età: i tempi del cancro”, sabato alle 10, con Francesco Neri, docente all’Università di Torino, e l’oncologo Giorgio Patelli, dell’Istituto di Oncologia Molecolare Fondazione (IFOM), entrambi ricercatori AIRC.

Spazio, inoltre, alla prevenzione e al ruolo dell’IA nell’accelerare i percorsi di ricerca e innovare le cure. L'intelligenza artificiale è già entrata negli ospedali: supporta diagnosi, suggerisce percorsi terapeutici, analizza grandi quantità di dati clinici. Ma il cuore della medicina resta il processo decisionale. Come cambia quando accanto al personale medico c'è un algoritmo? Trieste Next propone un confronto multidisciplinare che mette insieme ricerca clinica, chirurgia, farmacologia ed etica, con Marcello Di Martino (Università del Piemonte Orientale), Chiara Gerardi (Istituto di Ricerche Farmacologiche "Mario Negri" IRCCS), Monica Ortenzi (Università Politecnica delle Marche e Tel Aviv Sourasky Medical Center) e Manuela Mastronardi (Università di Trieste), sabato alle 15 con “Tra mente e algoritmo”.

Con la tecnologia anche la prevenzione diventa intelligente: sabato alle 11.30 Giacomo Donnini, direttore di programma del Global Liver Institute, Anna Ludovica Fracanzani, docente di Medicina interna dell'Università di Milano, Natalia Rosso, della Fondazione Italiana Fegato, Sergio Giovanni Santoro, esperto di innovazione digitale e CIO di Unicorn Apulia, e Francesca Marin, filosofa morale dell'Università di Padova, chiariranno come dati, algoritmi e stili di vita possono fermare la nuova epidemia di fegato grasso. La steatosi epatica associata a disfunzione metabolica (MASLD) è una delle malattie croniche in più rapida crescita, anche tra bambini e adolescenti: una tavola rotonda per fare il punto su come curarla e prevenirla ai tempi dell’IA.

Particolare attenzione sarà dedicata anche al rapporto tra la ricerca e il vissuto dei pazienti. “La scienza che si racconta: storie che rendono possibile l'innovazione in medicina”, sabato alle 15, vedrà Pieter Glijnis, Francesco Longo e Luca Manco confrontarsi, in un talk moderato dalla biologa molecolare Serena Zacchigna, sull’importanza della fiducia nella scienza, a partire dall'esperienza dei pazienti con cardiomiopatia legata al gene PLN e con la presentazione del fumetto “Il cuore restituito”, ispirato alla storia di Pieter, fondatore della PLN Foundation.

L'incontro "Oltre la doppia elica: DNA e nano-medicina”, invece, sabato alle 18 sarà la vetrina di due progetti di ricerca internazionali che puntano a sviluppare nuove piattaforme per il rilevamento di virus patogeni e nuovi strumenti diagnostici e terapeutici, trasformando conoscenze fondamentali in possibili applicazioni cliniche (a cura di Elettra Sincrotone Trieste e CERIC-ERIC).

L’attenzione si focalizza sul tema della comunicazione con la tavola rotonda “Informare sul farmaco: dalla ricerca alle decisioni quotidiane”, a cura dell’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste. L’incontro, venerdì alle 16.30, affronterà una questione sempre più rilevante: come fornire alla cittadinanza informazioni sui medicinali corrette, comprensibili e utili per compiere scelte quotidiane consapevoli, in un contesto caratterizzato da una crescente quantità di contenuti disponibili online. Al centro del dibattito ci sarà COSIsiFA, il progetto promosso dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) per favorire un’informazione indipendente sui farmaci.

IA, SOSTENIBILITÀ E AMBIENTE


La sostenibilità sarà affrontata attraverso prospettive scientifiche diverse: dalle tecnologie e materie prime per la transizione energetica (venerdì alle 9 con il chimico Alois Bonifacio e l'ingegnere elettrico Alessandro Massi Pavan dell’ateneo triestino) alla salute degli ecosistemi marini. Venerdì alle 15, nella Sala Biasutti della Regione Fvg, l'incontro "Pensare senza certezze", a cura della SISSA, riflette sul ruolo dell'incertezza nei modelli scientifici, dal clima alla medicina: intervengono Erika Coppola (ICTP), Antonella Mele (CMCC) e Gianluigi Rozza (SISSA mathLab). Nello stesso orario, "Intelligenze abissali”, con il biologo marino Roberto Danovaro e la direttrice generale di OGS Paola Del Negro: un viaggio nell’oceano profondo attraverso tecnologie e infrastrutture che permettono di studiare ambienti ancora in gran parte inesplorati. Alle 16.30, in Camera di Commercio, AcegasApsAmga presenta "La rete che pensa": a partire dall'esperienza della Smart Grid di Trieste, Paolo Manià, responsabile della rete elettrica dell'azienda, illustra come digitalizzazione e automazione stiano rendendo le reti energetiche più flessibili e capaci di gestire la complessità della transizione. 

Partendo, invece, dalla lezione storica del terremoto del Friuli e dai recenti e disastrosi terremoti, esperti dell'Università di Trieste, dell'OGS, della Protezione Civile e dell'Agenzia dell'Ambiente della Slovenia spiegheranno come la sismologia moderna si fondi sempre più sulla condivisione di dati, protocolli e risorse, anche tra paesi diversi, per costruire comunità più resilienti, mitigare i danni futuri e salvare vite umane: appuntamento sabato alle 10 con "Fare rete: la lezione dei terremoti”.

La gestione dei rischi naturali è al centro anche dell’incontro con Fausto Guzzetti, docente di Hazard and Risk alla Durham University, che si confronterà con l’informatico Luca Bortolussi e il project manager Andrea Spillatura sull’impatto dell'intelligenza artificiale per una efficiente organizzazione e pianificazione degli interventi di protezione civile (sabato alle 16.30). Mentre il professore di Strategia dell’Università Ca’ Foscari Francesco Rullani, il vice presidente del Digital Lab di Fincantieri Group Michele Tornielli e il docente di fisica teorica della SISSA Roberto Trotta analizzeranno le dimensioni ambientali e sociali dell’intelligenza artificiale che, quando integrate concretamente nello sviluppo e nell’utilizzo dell’IA, possono generare valore economico e strategico (Rethinking sustainable AI: cost or source of value?, sabato alle 16.30 a cura dell’Università di Trieste e Data Science & Artificial Intelligence Foundation.

LA SCIENZA COME IMPRESA COLLETTIVA E LABORATORIO DI PACE


La scienza come impresa collettiva che supera i confini geografici e laboratorio di pace sarà al centro di diversi talk che valorizzano il ruolo della ricerca scientifica e della cooperazione. In un mondo frammentato da conflitti e tensioni geopolitiche, la ricerca emerge infatti come terreno neutrale capace di far dialogare scienziati di tutto il mondo.

L'incontro “Unire i talenti: storie di scienza globale”, proposto dall'ICTP, riunirà venerdì alle 21 ricercatori e ricercatrici provenienti da diversi Paesi per riflettere sull’eredità di Abdus Salam e Paolo Budinich e sul ruolo del Centro internazionale di fisica teorica nel garantire che la scienza rimanga una forza unificante. L’incontro curato da TWAS, con Samiya Abi Jaoude, Kleinsy Bonilla e Marcelo Knobel, venerdì alle 18, esamina invece il ruolo delle reti come strumenti di diplomazia scientifica e in particolare il ruolo di ricercatori e ricercatrici del Sud globale nel contribuire al dibattito scientifico e politico.

All’importanza della cooperazione sarà dedicato anche “Acceleratore di cervelli: la danza collettiva della Big Science” (domenica alle 15) che illustrerà il modo in cui migliaia di ricercatori costruiscono insieme nuova conoscenza trasformando l’intuizione del singolo in scoperta universale. Un viaggio, a cura della sezione di Trieste dell’INFN, nel dietro le quinte della scienza di frontiera.

E ancora, dall'esperienza di Sesame, l’acceleratore di particelle in Medio Oriente, ai laboratori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Speranza Falciano, Andrea Lausi, Marco Pallavicini e Lucio Rossi spiegheranno come la ricerca sia un potente motore di dialogo capace di superare barriere politiche e conflitti. Appuntamento sabato alle 16.30 con Big Science: diplomazia e sociologia della pace.

IL PREMIO TRIESTE NEXT SCIENCE BOOK OF THE YEAR


Domenica 27 settembre alle 10.30 sarà assegnato il Premio Trieste Next - Science Book of the Year, dedicato alla divulgazione scientifica. I cinque finalisti sono Antonella Fioravanti, autrice di Viaggio nel mondo invisibile (Aboca Edizioni), in cui esplora il brulicare dei microrganismi che regolano gli equilibri del pianeta; Vincenzo Levizzani, autore di Storia del mondo in 10 tempeste (il Saggiatore), libro che analizza come il clima abbia segnato la storia dell’umanità; Beatrice Mautino, autrice di Vertigine (Mondadori), in cui racconta cosa significhi fidarsi della scienza nel momento più fragile, quello della malattia; Daniela Minerva, autrice di Medicina femminile plurale (Bollati Boringhieri), saggio che restituisce voce al sapere femminile rimasto ai margini della medicina ufficiale; e Marta Paterlini, autrice di La pelle che pensa (Codice Edizioni), lettura che riporta al centro il tatto, il senso più antico e oggi più trascurato.

Nei giorni precedenti, ogni finalista incontra il pubblico in un appuntamento dedicato. Durante le tre giornate del festival, saranno inoltre presentati dagli autori altri libri di divulgazione scientifica: letture utili per comprendere il presente e immaginare il futuro.

Venerdì alle 15: Cosa sarà? Diario di un narratore d’impresa (Post Editori) di Andrea Bettini, sarà il punto di partenza di un talk con gli imprenditori Laura Gallo e Stefano Mazzetti.
Venerdì alle 16.30: Chi ci curerà domani? (Post Editori), di Ilaria Vesentini, sarà al centro di un incontro con Vincenzo Papes, amministratore delegato del Centro di medicina.
Venerdì alle 18: I conquistatori dell’invisibile (Hoepli) di Giovanni Caprara.
Sabato alle 16.30: Non siamo gli unici. L’arte segreta della natura (Aboca Edizioni) di Giorgio Volpi.
Sabato alle 18: Gatto vivo, gatto morto. Guida quantistica per innovatori di domani (Il Sole 24 Ore) di Leonardo De Cosmo.
Sabato alle 21: Inequality and health. A quantitative approach (Peter Lang) di Caterina A. M. La Porta e Stefano Zapperi.
Domenica alle 16.30: Coinquilini bestiali (Aboca Edizioni) di Nicola Bressi.
Domenica alle 16.30, in collaborazione con Scienza e Virgola, il festival del libro scientifico della SISSA: Non dormire e sogna (Bompiani) di Giuseppe De Alteriis

NON SOLO TALK: SPETTACOLI E DOCUMENTARI


Domenica 27 alle 17 al Teatro dei Fabbri va in scena “Lise Meitner e la fissione nucleare”: lo spettacolo di Paola Tortora è un intenso docu-drama, tra musica e immagini d’epoca, che racconta la vita della scienziata che contribuì alla scoperta della fissione nucleare, affrontando discriminazioni e ingiustizie. Attraverso la sua storia, lo spettacolo affronta temi di grande attualità, come il ruolo delle donne nella scienza, l’etica della ricerca e la responsabilità degli scienziati. Interviene Giorgio Graditi, direttore generale di Area Science Park.

Sempre domenica, alle 19, si esibirà invece l’Ensemble Jazz del Conservatorio “Giuseppe Tartini” di Trieste, per un omaggio al centenario della nascita di Miles Davis con “Birth of the Cool”, progetto che ha segnato una svolta nella storia del jazz. Un viaggio tra sonorità raffinate, arrangiamenti innovativi e atmosfere senza tempo, per celebrare uno degli artisti più influenti del Novecento

TRIESTE NEXT PER LE SCUOLE


Anche quest’anno, con Trieste Next per le scuole, il festival propone un percorso dedicato ai giovanissimi per avvicinarli alle discipline STEM attraverso il dialogo con scienziati e scienziate. Venerdì mattina, in Piazza Unità e altre sedi vicine il festival accoglierà le scuole, con un ricco programma di talk, giochi, mostre e workshop proposto dalla rete “Trieste Città della Conoscenza” e coordinato dall’Immaginario Scientifico. Le attività didattiche si svolgono nei gazebo del Villaggio della conoscenza. Inoltre, venerdì alle 11 ci sarà una proiezione dedicata alle scuole de "I segreti dell'oceano con David Attenborough" (a cura di OGS e WWF Area Marina Protetta di Miramare): un documentario sullo stato di salute degli oceani, con la voce narrante del famoso divulgatore scientifico e naturalista britannico.

LA TRIESTE NEXT ACADEMY


Il festival si rivolge anche agli studenti universitari con la Trieste Next Academy: 300 borse di soggiorno, a copertura parziale dei costi di partecipazione, per studenti di laurea triennale, magistrale, master, dottorato e ITS di tutte le università italiane. Chi viene selezionato ottiene accesso preferenziale a tutti gli eventi in calendario e la possibilità di confrontarsi direttamente con i protagonisti della scienza, della ricerca e dell'impresa innovativa ospiti del festival.

PROGRAMMA TRIESTE NEXT INTERNATIONAL


Il respiro internazionale è uno degli elementi che caratterizza da sempre Trieste Next. Il festival propone infatti una sezione di appuntamenti in lingua inglese con la partecipazione di ricercatori e ricercatrici provenienti da tutto il mondo che offriranno un'immersione nelle più recenti scoperte nei settori chiave delle scienze della vita, dell'intelligenza artificiale e della fisica.

IL VILLAGGIO DELLA CONOSCENZA E I LUOGHI DEL FESTIVAL


Mettendo in rete università, enti di ricerca, infrastrutture scientifiche, istituzioni e imprese, Trieste Next riflette la peculiare identità della città e trasforma il centro cittadino in un’agora della scienza. In Piazza Unità d’Italia verrà allestito il Villaggio della conoscenza dove sarà possibile incontrare e dialogare con i ricercatori e le ricercatrici degli istituti triestini, partecipare a giochi e laboratori interattivi, e due aree conferenze ospiteranno da venerdì 25 a domenica 27 settembre i talk e i dibattiti.

Gli altri luoghi della manifestazione sono: il Teatro Verdi; il Teatro Miela; la Camera di Commercio; Sala Biasutti, Sala Predonzani e il Salone di Rappresentanza della Regione FVG; Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich; l’Urban Center; la Libreria Ubik Trieste; le aree talk in Piazza Unità d’Italia; il Museo LETS-Letteratura Trieste.

Il festival non sarebbe possibile senza l’aiuto dei giovani volontari di Trieste Next: sono 150 gli studenti e le studentesse di UniTS che hanno aderito all’iniziativa.

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