Dal 19 giugno 2026 al 28 giugno 2026

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Indirizzo

Teatro Verdi
Piazza Giuseppe Verdi, 1
34121 - Trieste

Dettagli

Recite: 19, 20, 21, 26, 27, 28 giugno 2026

Col debutto dal cinema e dalla prosa alla regia d'opera di Marco Filiberti, giunge a Trieste Elektra di R.Strauss


La nuova produzione di Elektra di R. Strauss, che chiuderà a giugno la stagione d’opera e balletto 2025-26, nasce sotto i migliori auspici come frutto di un lunghissimo lavoro di dialogo ed intensa collaborazione tra il Direttore Musicale Enrico Calesso e una delle menti più irrituali, versatili ed indipendenti del panorama culturale europeo, il regista e drammaturgo milanese, ma toscano d’adozione, Marco Filiberti.

Con un costante confronto sulla partitura e sul testo già iniziato a novembre 2025, l’allestimento sarà dunque un capitolo nuovo proprio nella modalità stessa di creazione dello spettacolo: non un abbinamento di visioni che poi vengono armonizzate sul palco, ma bensì un’unica visione nata da conversazioni, lettere, studio minuzioso della struttura del Teatro Verdi per portare in città il capolavoro letterario e musicale di Strauss ed Hofmannsthal nella massima espressione possibile di tutte le sue sfumature, senza che nessun elemento prevalga sull’altro. Ed infatti solo quando tutto è stato deciso in piena e perfetta armonia tra regia, direzione musicale e gli uffici produttivi del teatro, si svela il debutto di Marco Filiberti nella regia d’opera.

Dopo gli studi letterari e musicali, con anche prove da interprete dal Don Giovanni di Mozart alle songs di Gershwin, regie teatrali giovanili per Marisa Fabbri, Filiberti affronta il cinema d’autore come drammaturgo, regista e attore, prima coi cortometraggi Vespero a Tivoli e Sulle tracce di Medora, poi con i suoi primi tre lungometraggi Poco più di un anno fa – diario di un pornodivo (2003), Il compleanno (2009) e Cain (2015), lavori presentati con grande successo in festival quali Berlino, Venezia, Los Angeles e ottenendo molti riconoscimenti fra cui il Globo d’Oro Speciale dalla stampa estera, il premio della critica all’“Out Fest” di Los Angeles, il premio come miglior film al Festival del Cinema Italiano ad Ajaccio, il Premio del Pubblico al Terra di Siena International Film Festival e alle Journées du Cinéma Italien in Francia, il Prix de l’Université de Corse.

Convinto sostenitore della più assoluta libertà artistica, soprattutto nel nuovo contesto sempre più commerciale, Marco Filiberti ha fondato la sua compagnia teatrale Vie del Teatro in Terra di Siena e la sua casa di produzione cinematografica Dedalus, con cui ha creato progetti molto sfidanti come la trilogia Il pianto delle Muse (Conversation pieces – Byron’s ruins – Il crepuscolo di Arcadia) – “creazione da annoverare come un vero e proprio evento artistico di teatro totale” («Il Sole 24 ore») – e con Intorno a Don Carlos: Prove d’Autenticità (tratto da Schiller), nonché con una nuova versione dei Conversation pieces presentata al Cantiere d’Arte di Montepulciano nel 2018, ed infine il film Parsifal (2021), “opera cinematografica” sinestetica e totale, salutata con grande favore dalla migliore critica come una manifestazione artistica senza precedenti e che, tra gli altri riconoscimenti, si è aggiudicata il premio come miglior film al Rhode Island International Film Festival. Dal ’22 è inoltre impegnato in un nuovo progetto di ampissimo respiro e mai tentato finora: la trasposizione teatrale del romanzo À la Recherche du Temps perdu di Marcel Proust, il cui primo estratto, Cahiers d’Écriture n.1 e 2, è già stato presentato nei teatri di Montalcino, Città della Pieve e Padova in collaborazione con l’Università cittadina. Nel ’24 inoltre gli sono state dedicate a Firenze la mostra antologica Marco Filiberti: alle Sorgenti della Bellezza e la retrospettiva cinematografica Marco Filiberti: La Sapienza rende Liberi.

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