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Trieste, vari luoghi
I biglietti degli spettacoli sono acquistabili presso il Ticket Point di galleria Rossoni, Corso Italia 9, Trieste (ad eccezione della proiezione al Giardino Pubblico che non dispone di prevendita) o sul sito biglietteria.ticketpoint-trieste.it/
Festival Approdi festeggia dieci anni di spettacoli, incontri, luoghi da scoprire e comunità da costruire attraverso l’arte e invita il pubblico a “Cercare Umanità”. Dal 17 giugno al 23 luglio e dal 25 settembre al 1 ottobre il festival diretto da Lorenzo Acquaviva porterà a Trieste teatro, musica, cinema e danza con ospiti come Danio Manfredini, Domenico Iannacone, I Papu, Daniele Gattano, Andrea Mitri e Mauro Monni, accanto a nuove produzioni originali e percorsi di formazione dedicati ai giovani artisti.
Organizzato dall’associazione Vitamina T, il festival Approdi si svolgerà in due momenti distinti: un primo atto estivo dal 17 giugno al 23 luglio e un secondo atto autunnale dal 25 settembre al 1 ottobre. Un percorso che attraverserà alcuni dei luoghi più affascinanti della città, dall’Orto Lapidario Tergestino al Giardino del Museo Sartorio, dalla Sala Luttazzi alla Terrazza del Circolo Marina Mercantile Nazario Sauro, dalla Chiesa Luterana al Teatro Miela fino alla Sala Bartoli del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.
Il festival Approdi è una manifestazione culturale organizzata dall’associazione Vitamina T in co-organizzazione con il Comune di Trieste con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (Assessorato regionale alla cultura e allo sport), della Fondazione Casali e di Io sono Friuli Venezia Giulia; si svolge in collaborazione e partnership con Trieste Estate, Fineco Bank, Compagnia Bellanda, Il Rossetti Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Teatro Miela e Cooperativa Bonawentura, Associazione Casa del Cinema di Trieste, Circolo Controtempo, Servizi Teatrali, Istituto Regionale Rittmeyer per i Ciechi, San Martino al Campo e Una luce sempre accesa.
Fin dalla sua nascita nel 2017, festival Approdi ha scelto di affiancare linguaggi diversi – teatro, musica, cinema e danza – alla valorizzazione di luoghi significativi per storia, architettura e paesaggio. Un percorso costruito ogni anno attorno a un tema capace di mettere in dialogo spettacoli, artisti e pubblico.
Per il decimo anniversario, il direttore artistico Lorenzo Acquaviva ha scelto di interrogarsi sul concetto stesso di umanità.
Dieci edizioni sono un traguardo importante e mai scontato. Su quale tema porre lo sguardo? In questi tempi così complessi da decifrare, affollati da eventi tragici in 'diretta social', si rischia paradossalmente l'assuefazione e il ‘distacco emotivo'. Che cosa possiamo fare? Forse, cercare di recuperare il contatto con noi stessi, il senso di comunità, il confronto, ritornare assieme. Ho sempre pensato che la cultura sia, per rubare e cambiare valenza ad un termine caro a questi tempi bellicosi, un 'detonatore umano'. Ho scelto quindi un tema, declinato come sempre nelle accezioni più ampie e diverse, che indaga la caratteristica più importante che possediamo e che ci definisce, ma che sembra messa sempre più in pericolo: la nostra umanità.
Lorenzo Acquaviva, direttore artistico
Il programma 2026 attraversa registri e pubblici differenti, alternando teatro civile, comicità, musica, cinema, danza contemporanea e nuove produzioni originali.
Ad aprire il festival sarà Spoon River ReMasters (Orto Lapidario Tergestino, 17-19 giugno), una produzione originale ideata e diretta da Lorenzo Acquaviva. Lo spettacolo, ispirato al capolavoro di Edgar Lee Masters, trasformerà l’Orto Lapidario Tergestino in un percorso teatrale itinerante dove gli spettatori incontreranno personaggi del nostro presente alle prese con sogni, ossessioni, ricordi e fragilità. Un progetto che unisce il classico e il contemporaneo e che inaugura simbolicamente il viaggio di questa decima edizione.
Il primo atto estivo proseguirà con il teatro comico de I Papu in Un Prete Ruvido (Sala Luttazzi, 23 giugno), spettacolo dedicato alla figura di Monsignor Giuseppe Lozer; con la quarta edizione della Stand Up Comedy Night (Giardino del Museo Sartorio, 29 giugno), concorso riservato ai giovani comici under 35; con Daniele Gattano in Perestrojka e Pancake (Giardino del Museo Sartorio, 30 giugno); e con Domenico Iannacone in Cercando Umanità (Giardino del Museo Sartorio, 1 luglio), una conversazione scenica dedicata alle ferite sociali del nostro tempo e a quelle storie che raramente trovano spazio nella narrazione dominante.
Tra gli appuntamenti di luglio figura anche Ite Missa Est con Andrea Mitri e Mauro Monni (Giardino del Museo Sartorio, 15 luglio), spettacolo dedicato alle connessioni tra la storia dello IOR e i Mondiali di calcio del 1978 in Argentina, mentre la musica sarà protagonista con Beat and Bebop e la Chiamata alle arti (Terrazza del Circolo Marina Mercantile Nazario Sauro, 23 luglio), omaggio all’incontro tra la rivoluzione del jazz e la poesia della Beat Generation.
Il cinema troverà spazio nel tradizionale appuntamento estivo al Giardino Pubblico, realizzato in collaborazione con la Casa del Cinema di Trieste e il Premio Sergio Amidei, con la proiezione di un film a sorpresa alla presenza del regista il 20 luglio.
Dopo la pausa estiva, il festival tornerà in autunno con il suo secondo atto. Ospite d’eccezione sarà Danio Manfredini con Al presente (Sala Bartoli del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, 25 settembre), quattro volte Premio Ubu e tra i più importanti protagonisti del teatro contemporaneo italiano, che presenterà uno spettacolo dedicato ai meccanismi della memoria, della coscienza e dell’identità.
La danza contemporanea sarà rappresentata da Bellanda Suites (Chiesa Luterana di Trieste, 26 settembre), performance firmata da Giovanni Gava Leonarduzzi e Claudia Latini, mentre il festival si concluderà con un’altra produzione originale: Quel giorno a Princeton (Teatro Miela, 30 settembre e 1 ottobre), spettacolo che prende spunto dall’incontro realmente avvenuto nel 1935 tra Luigi Pirandello e Albert Einstein. Diretto da Toni Trupia e interpretato da Francesco Migliaccio, Lorenzo Acquaviva e Veronica Dariol, il progetto rappresenta l’approdo finale di un percorso che mette al centro il dialogo tra arte, pensiero e storia.
Accanto agli spettacoli, il festival conferma il proprio impegno nella formazione attraverso workshop e attività dedicate ai giovani artisti. In programma un laboratorio intensivo con Toni Trupia finalizzato alla selezione di una giovane attrice e di un giovane attore per Quel giorno a Princeton e un workshop dedicato al lavoro dell’attore tra cinema e teatro a cura di Lorenzo Acquaviva, realizzato in collaborazione con la Casa del Cinema di Trieste.
A caratterizzare ancora una volta l’identità di festival Approdi sarà anche l’Agorà, il momento conviviale che accompagna alcuni appuntamenti del cartellone e che favorisce l’incontro tra pubblico e artisti, confermando una delle intuizioni che hanno reso il festival un’esperienza culturale e sociale riconoscibile nel panorama regionale.
Torna lunedì 29 giugno alle 21.15 al Giardino del Museo Sartorio, nell’ambito di Trieste Estate, la Stand Up Comedy Night di Festival Approdi. Sei comici selezionati da tutta Italia – e non solo – si sfideranno sul palco a colpi di battute, sarcasmo e osservazioni taglienti sulla realtà contemporanea, con monologhi da 12 minuti ciascuno. Presentano la serata Andrea Mitri e Lorenzo Acquaviva.
Con il tema di quest’anno, Cercando Umanità, festival Approdi dedica uno spazio speciale anche alla comicità come strumento di osservazione del presente. Dopo il dolceamaro di Lorenzo Acquaviva in Spoon River ReMasters e l’ironia de I Papu in Un Prete Ruvido, la Stand Up Comedy Night si inserisce in un percorso che attraversa registri e linguaggi diversi per raccontare il nostro tempo. La stand-up comedy, con il suo linguaggio diretto e spiazzante, è oggi uno dei mezzi più efficaci per affrontare contraddizioni sociali, tensioni generazionali e fragilità personali. Ridere insieme diventa così non soltanto un gesto liberatorio, ma anche un modo per affrontare la realtà.
Il percorso dedicato alla comicità proseguirà inoltre martedì 30 giugno con l’attesissimo spettacolo di Daniele Gattano, Perestrojka e Pancake, in programma sempre al Giardino del Museo Sartorio.
Dopo il successo delle scorse edizioni, il concorso conferma la propria vocazione: scoprire e valorizzare nuove voci della comicità italiana. La prima edizione è stata vinta da Altea Bonatesta, successivamente protagonista di LOL Talent Show su Amazon Prime Video, mentre la seconda ha visto trionfare Rosario Mancuso, oggi uno degli autori satirici più apprezzati con il suo format virale “POV: sei l’autore di…”, in cui da voce (e tic) ai protagonisti della politica italiana e internazionale, da Matteo Salvini a Donald Trump.
A contendersi la vittoria saranno sei finalisti provenienti da percorsi molto diversi, a conferma di quanto la stand up comedy sappia oggi raccontare linguaggi, generazioni ed esperienze differenti. Tra loro anche artisti che hanno già maturato esperienze importanti nel panorama nazionale, come Marco Cavazza, passato dal laboratorio di Zelig e da Comedy Central, e Carlos Gutiérrez, primo colombiano ad aver registrato per Comedy Central Italia. Completano la finale l’irriverente Pietro Maccabei, umbro trapiantato a Torino; la romana Marta Petrini, che ha trasformato le aspettative familiari in materiale comico; Luigi Distefano, lucano, che porta sul palco le contraddizioni del mondo del lavoro e della vita quotidiana; e Ardit Cezmalliu, nato in Albania e oggi attivo a Trieste con il collettivo Betaverso, la cui comicità nasce dall’incontro tra culture diverse.
Durante la serata una giuria presieduta da Livia Amabilino, direttrice artistica de La Contrada Teatro Stabile di Trieste dal 2006, e composta da Igor Damilano, noto speaker di Rapio Punto Zero, e Marzia Postogna, attrice per cinema e teatro, insieme al voto del pubblico presente, decreterà il vincitore o la vincitrice della quarta Stand Up Comedy Night di Festival Approdi.
Una serata all’insegna della comicità più contemporanea, tra battute affilate, osservazioni imprevedibili e nuovi sguardi sul presente, in cui il pubblico sarà chiamato non solo a ridere, ma anche a riconoscersi nelle fragilità e nelle contraddizioni raccontate sul palco.
Ti fidi dei doccia shampoo degli alberghi? E delle suore che fanno intravedere l’attaccatura dei capelli? Errore o ribellione? Se diventassi ricco, che ricco saresti? Bruni Tedeschi o Santanchè? Al posto dell’Inno di Mameli perché non una bella canzone di Mr. Rain? In un paese dove tutti hanno qualcosa da dire e lo fanno con un podcast, Daniele Gattano sceglie ancora una volta la povertà e lo fa a teatro. Questo spettacolo parla di tutti: patrioti, oroscopisti, Meryl Streep, Mussolini, Farfalle azzurre e di chi nel 2025 coraggiosamente decide di comprare un biglietto per uno spettacolo che nel titolo ha una parola russa e una americana insieme. Se non è avanguardia questa. Scritto da Daniele Gattano, con la collaborazione di Manuela Mazzocchi, una produzione Savà Produzioni Creative.
Domenico Iannacone, giornalista e autore pluripremiato, e già ospite del festival, dove ha condiviso le sue storie profonde e umane, dedicate agli ultimi e ai marginali, raccontati con pietas e dignità. In una conferenza-spettacolo racconta nell'edizione 2026 di Approdi storie fatte di incontri e frequentazioni con persone speciali, catalogo emotivo ad alta intensità.
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