La mostra nasce dall’analisi di circa 20.000 documenti del Settecento prodotti da varie cancellerie adriatiche e ionie: registrazioni di entrate ed uscite dai porti, registri nelle “scuole” o confraternite di marinai, registri di capitani e padroni, lettere di consoli, prove di fortuna, raccolti dallo studioso croato Nikola Čolak (Janjevo 1914 – Padova 1996) nella collana dei Regesti marittimi croati del Settecento, voll. I-IV (RMC I-IV).
La curatrice della mostra, Zrinka Podhraški Čizmek, ha analizzato circa 25.500 menzioni di navigli estratte dai documenti suddividendole e classificandole per nominativi differenti, sistematizzandoli con metodo storiografico, arricchendo ulteriormente la ricerca grazie alla collaborazione con studiosi ed esperti di marineria italiani, croati, montenegrini e greci (fra cui Vermiglio Ricci, Lovorka Čoralić, Željko Brguljan, Željko Skomeršić, Ljubomir Radić, Tea Marinović, Đivo Bašić, Slaven Bertoša, Ilija Mlinarević ed in particolar modo Mateo Bratanić e Gerassimos Pagratis che hanno anche curato la traduzione dei testi in inglese e greco).
Zrinka Podhraški Čizmek è storica e ricercatrice presso l’Università di Zagabria, specializzata nella storia marittima dell’Adriatico e del Mediterraneo in età moderna. I suoi studi si concentrano sulle reti commerciali, sulle imbarcazioni storiche e sulle relazioni culturali tra le due sponde dell’Adriatico contribuendo a valorizzarne il patrimonio storico.
La ricca e suggestiva sezione iconografica, ideata su impulso di Maria Lucia De Nicolò, docente dell’Università di Bologna e direttrice scientifica del Museo della Marineria Washington Patrignani di Pesaro, è stata realizzata da Luigi Divari, i cui disegni originali sono oggi conservati nella collezione del museo pesarese. Studioso della storia della pesca, del piccolo cabotaggio e delle imbarcazioni tradizionali dell’Adriatico, Divari è autore di numerosi volumi e saggi di riferimento. Negli ultimi anni ha affiancato alla ricerca storica un’intensa attività artistica, dedicandosi al disegno e all’acquerello con particolare attenzione alla rappresentazione di pesci e imbarcazioni, dove il rigore documentario si fonde con una raffinata sensibilità espressiva.
La mostra, concepita sin dall’inizio per essere presentata in tutta l’area adriatico-ionica, ha preso il suo avvio nel 2024 presso il Museo della Marineria Washington Patrignani di Pesaro. Nel 2025 il Museo Nazionale di Storia della Croazia, sotto la direzione di Matea Brstilo Rešetar, ha allestito a Zagabria l’intera esposizione nella sua versione quadrilingue, nell’impaginazione grafica e di stampa destinata alla mostra itinerante nell’ambito del progetto CROMARESHIP.
Il Museo del Mare di Trieste ospita fino al 20 settembre 2026 la mostra e la presenta con una veste cui è stata aggiunta la lingua slovena agli iniziali croato, italiano, greco e inglese, per favorire il dialogo con la comunità autoctona e la vicina Slovenia. Proprio la molteplicità delle lingue è un elemento rilevante della mostra, l’espressione dello sforzo di superare le barriere (culturali oltre che linguistiche) che in epoche relativamente recenti hanno diviso le diverse sponde di questi mari.