Dal 09 ottobre 2026 al 24 ottobre 2026

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Indirizzo

Cavò, via San Rocco 1a, Trieste.

Dettagli

da mercoledì a sabato, dalle 17.30 alle 19.30
ingresso libero

Mostra-installazione di La Controra. Percezioni climatiche nello spazio urbano, al Cavò di Trieste


La lunga estate del ’26 porta al Cavò il caldo di questi mesi, raccontato da chi l’ha vissuto.
Un cittadino ha misurato 57 gradi sull’asfalto di una fermata d’autobus.
Altri hanno raccontato le tapparelle abbassate, i luoghi evitati, i rifugi, le piazze di Trieste da cambiare.
Venerdì 9 ottobre 2026, alle 18.30, nella settimana della Barcolana, si inaugura un’installazione che chiude il percorso di La Controra, il progetto di Cizerouno di mappatura partecipativa del caldo e del fresco urbano.

La mostra visitabile fino al 24 ottobre 2026 fa parte del programma ufficiale di Barcolana Cultura.

La mappa e i numeri


Al centro del Cavò, una grande mappa del caldo di Trieste costruita con oltre 240 pin rossi, azzurri e verdi, raccolti da giugno a oggi. Dietro, una parete con i numeri dell’estate: il mare salito a 26,2°C, 61 giorni di disagio bioclimatico, tra le 3 estati più dure di sempre, le notti tropicali contate una per una, i 57 gradi di quella fermata.
Un piccolo glossario spiega le parole che la scienza usa per raccontare questo caldo: isola di calore, indice di Thom, notte tropicale, agostamento e filoptosi, cooling poverty.

La mappatura continua.
Chi visita la mostra può aggiungere i propri pin: rossi per i luoghi evitati, azzurri per i rifugi con il fresco, verdi per i luoghi da cambiare. Le nuove segnalazioni e le testimonianze lasciate accanto alla mappa entrano anche nell’archivio del progetto. Online la partecipazione resta aperta anche oltre la durata della mostra: www.cizerouno.it/lacontrora/partecipa-alla-mappatura-trieste/

I tondi di Barbara Stefani


Sul fondo lilla l’ombra verde del komorebi, la luce che filtra tra le foglie, e da lì emergono, a due soli colori, i volti delle fontane di Trieste. Miraggi in un’estate in cui l’acqua è mancata a uomini, piante e animali.
Sono le fontane delle piazze del centro, quelle che i cittadini vorrebbero più fresche: lo stesso spazio che oggi si evita per il caldo potrebbe tornare a essere un luogo in cui si sta bene.

Le fotografie di Giancarlo Surez


Nelle ore della controra le strade si svuotano e la luce schiaccia ogni ombra.
Surez attraversa la città e fotografa: squarci di sole che tagliano i vicoli, persone addossate a un muro, sotto un portico, nell’ombra stretta di un albero, piazze che a luglio si vuotano e tornano pura architettura.

Le parole della Controra, la voce di Zita Fusco


Una sola voce legge alcune delle parole della Controra.
Apre Saba, chiude Pavese.
In mezzo, le tapparelle semi-abbassate dell’infanzia e il confinamento di oggi, le famiglie che a mezzanotte dormono sui materassi gonfiabili di Barcola, nonna Licia, che fino a pochi mesi fa viveva da sola in una casa popolare, senza citofono: ricordi, descrizioni, desideri raccolti tra le 50 voci che hanno costruito assieme a noi durante l'estate La Controra.

Ognuno ha trascorso la controra a modo suo, in casa o in cerca d’ombra: fino al 24 ottobre 2026, al Cavò, venite a scoprirlo e a raccontarci come l’avete vissuta voi.

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