I primi due concerti il 20 e 24 settembre, come di tradizione, vedranno la collaborazione con la Società dei Concerti di Trieste nell’ambito de Il Faro della Musica e il ritorno sul podio triestino di Francesco Lanzillotta e di Ton Koopman.
Due importanti novità segnano dunque la nuova stagione sinfonica del Teatro Verdi di Trieste, che da un lato risponde al crescente interesse del pubblico per il repertorio orchestrale allungando la stagione fino a maggio con appuntamenti a cadenza quasi mensile, d’altro canto presenta in apertura di molti appuntamenti un breve brano di autori contemporanei o novecenteschi, per raccontare la musica di oggi attraverso alcuni dei suoi protagonisti più significativi nel panorama internazionale. E le prime note che si udranno in teatro saranno appunto quelle di uno dei compositori più amati nel mondo ed al contempo profondamente radicato nella memoria cittadina, cioè il torinese Ezio Bosso, di cui verrà presentato il movimento “White Ocean (Antarctic)” dalla sinfonia Oceans per il primo concerto in collaborazione con Società dei Concerti di Trieste nell’ambito del Festival di Trieste – Il Faro della Musica. Composizione sinfonica monumentale, essa viene raramente presentata nella sua interezza e rimane quindi nella memoria collettiva la direzione di Bosso stesso nella Cavea dell’Auditorium del Parco della Musica di Roma totalmente sold out alla testa dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia nel 2019.
Sul podio del 20 settembre Francesco Lanzillotta, tra i direttori più stimati della sua generazione, e al pianoforte per il concerto di Ravel in sol maggiore Benedetto Lupo, eccellente solista per quest’opera della maturità del grande compositore francese che, dopo il successo internazionale del Bolero, nel 1932 presentò l’opera in Salle Pleyel a Parigi, allontanandosi dalle sperimentazioni e tornando a guardare a Mozart in linea con il venturo rappel à l'ordre delle arti europee negli anni ’30 del Novecento. Chiude l’impaginato la sinfonia n.5 in re minore op.47 di Shostakovic, presentata nel 1937 come "una risposta positiva e stimolante da parte di un artista sovietico a delle giuste critiche" di Stalin e della stampa di regime alle sperimentazioni “borghesi” delle opere precedenti, quindi in perfetta continuità con il concerto di Ravel.
Sempre nell’ambito del Faro della Musica il 24 settembre si avrà il secondo appuntamento con un impaginato tutto Mozart diretto dall’organista e clavicembalista olandese Ton Koopman e il pianoforte dell’affermato italo-svizzero Francesco Piemontesi. Il programma aprirà con l’Ouverture da “Die Zauberflöte”, uno degli ultimi brani composto per il celebre Singspiel, caposaldo della “Teutsche Oper”, quindi florilegio dei temi dominanti l’opera fantastica, a partire dalla ricorrenza simbolica del numero tre. Quindi il terz’ultimo concerto per pianoforte del Salisburghese, il n. 25 in do maggiore, K 503, opera che dopo il viaggio praghese segna un distacco di Mozart dal modello che gli aveva dato tanto successo nelle Accademie viennesi, portandolo ad una scrittura solistica che esorbita dall’ambito decorativo e ad un’orchestrazione ricca e non a servizio del pianoforte. Infine l’ultima sinfonia di Mozart, composta nella difficile estate del 1788, capolavoro di solare maestà e vera apoteosi della forma sonata.