Oltre 30 opere allo spaziotrart sottolineano lo stretto rapporto che l’artista Manuela Sedmach triestina ma portoghese d’adozione ha con la città.
Dopo l’esposizione di questa primavera alla Galleria Continua di Parigi, si potranno ammirare le sue opere all’interno del progetto TrartHUB realizzato con il contributo della Regione Autonoma FVG, all’interno del bando Contenitori Culturali Creativi.
<<La mia non è pittura, non l’ho più considerata tale da quando ho smesso con la materia che sporge, ma ho iniziato a fare entrare la materia al di là della tela>>. Così scrive Manuela Sedmach.
…far entrare la materia al di là della tela, questa è la chiave per capire le sue opere, mai semplici paesaggi, ma luoghi mentali da guardare, dove posare lo sguardo per poi lasciarsi trascinare in quelle potenti visioni e vagare con l’immaginazione là dove i pensieri risiedono.
Opere lavorate con una forza fisica enorme: strati e strati di colore sovrapposti in gradazione e stesi con la pennellessa, da cui lentamente le immagini appaiono, nascono si concretizzano come in un procedimento alchemico che si avvicina molto alla fotografia analogica.
L’immagine di base è spesso il deserto, inteso come un luogo immenso e lontano, apparentemente immobile, ma in realtà perennemente in movimento. Manuela Sedmach lo percorre mentalmente proponendo infinite variazioni sul tema: distese di sabbia mosse dal vento con avvallamenti, orme, dune in cui la luce definisce lo spazio delineando perfettamente la linea d’orizzonte, unico elemento che ci permette di uscire dal concetto astratto.
La forma non esiste, semmai delle tracce o apparizioni che a guardarle attentamente potrebbero anche scomparire sospinte da un vento eterno e costante.
In altri suoi cicli dai fondi di un tono cromatico inconfondibile, appaiono ombre che noi interpretiamo come figure umane, forse stimolati dal titolo: Guardatori, o fiori di campo come in Liminal o ancora ortensie come in Occhi bianchi, che sembrano più impronte provenienti da tempi e luoghi lontani che dalla contemporaneità, forse materializzazione di idee o evocazione di ricordi.
Ed è proprio il rapporto spazio/tempo che nelle opere di Manuela Sedmach sfida la nostra percezione spostando l’immaginazione verso un altrove che è il luogo sempre ricercato dagli artisti di ogni tempo.