Dal 26 marzo 2026 al 26 marzo 2026

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Indirizzo

Teatro Miela
piazza Duca degli Abruzzi 3

Dettagli

I biglietti per lo spettacolo sono acquistabili presso la biglietteria del teatro (tel. 0403477672) tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00 e da Ticketpoint Galleria Rossoni (Corso Italia 9) da lunedì a sabato 8.30-12.30 e 15.00-19.00 oppure online: www.vivaticket.com

Protagoniste | Giovedì 26 marzo ore 20.30 – Teatro Miela


Cosa significa avere una casa? Il nostro luogo protetto, il nostro confine dal mondo. L’unico posto in cui possiamo prendere la distanza da tutto e occuparci di noi. “House we left” racconta la storia di alcune donne, di transgender che hanno lasciato le loro case a causa di errori commessi durante le loro vite. Il carcere è ora il luogo dove vivono. Vivono, ma non sono. Per il mondo non esistono più, sono in un luogo che cancella l’esistenza dalla società.

Il regista Alessandro Sesti ci spiega :-“Storie così grandi in un palco stanno strette. Suonano di assurdo e impossibile, di romanzato e di irreale. Ecco che allora l’unica possibilità che ho ritenuto valida era quello di affidarmi agli occhi di Cecilia, ai suoi racconti, al suo punto di vista. Lei, nelle sue incursioni laboratoriali nelle carceri, ha la possibilità di restituirci la sensazione dell’incontro con queste storie. “House we left” è un il titolo di un brano dei Greasy Kingdom, band glam rock che accompagna Cecilia in questa narrazione. “House we left” è quel pezzo di noi che avevamo bisogno di lasciare per iniziare una nuova vita. È quella casa che non volevamo lasciare e che oggi ci manca, è quella pietra che sembra volerci ricordare che in questa vita l’errore lo paghiamo per sempre. A cosa serve un carcere oggi se invece di rieducare toglie dignità ai detenuti? Come si può reinserire nella società un carcerato cui è stata tolto ogni diritto? Donne che smettono di sentirsi donne, ma consapevoli di essere li perché colpevoli. Nessuna scusa, nessuna giustificazione. Sanno di essere colpevoli e sanno che vogliono tornare a brillare. Forse non tutte sono così. Forse esistono le anime incorreggibili. Forse, ma io posso affidarmi solo a ciò che ho visto e conosciuto. Dentro “House we left” ci sono tante storie, tanti interrogativi, tante assurdità quotidiane. C’è quel pezzo di noi che non è bianco e non è nero. House we left è la sfumatura di grigio nei discorsi.”

Prima dello spettacolo l’incontro ore 18.30 CASA – Dentro e fuori le mura. Che cos’è casa? Un luogo fisico? Una relazione? Una possibilità di sentirsi al sicuro? In dialogo con Elisabetta Burla, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Trieste, l’incontro parte da una parola semplice e universale — casa — per interrogare la realtà del carcere e ciò che accade quando questo spazio viene improvvisamente negato o trasformato. Accanto a lei Cecilia Di Donato, attrice di HOUSE WE LEFT, per intrecciare sguardo istituzionale e narrazione teatrale.

Interviene Gigliola Bagatin, attrice e formatrice, allieva di Pino Roveredo, da anni impegnata in progetti teatrali all’interno delle carceri italiane e in percorsi artistici a forte vocazione sociale. Come dialogano le mura di un istituto penitenziario con il bisogno umano di appartenenza, identità, dignità? Cosa significa tornare “a casa” dopo la detenzione? E quale responsabilità ha la città nel rendere possibile quel ritorno? Un momento di confronto che prova a guardare oltre stereotipi e distanze. ( Ingresso libero)

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