Cose da fare

La Trieste Opicina

Una gara automobilistica storica protagonista oggigiorno della rievocazione Trieste Opicina Historic
La Trieste Opicina è stata una gara automobilistica in salita, disputata tra il 1911 ed il 1971, soprannominata negli anni 'La Monza in Salita', a seguito delle altissime velocità che le vetture riuscivano a sviluppare sul sinuoso percorso verso la piccola località dell'Altopiano di Trieste, alle pendici del Carso.

Putroppo le medesime alte velocità che avevano dato fama e rilevanza mondiale alla difficile gara adatta a piloti 'di pelo', ne decretarono nel 1971 la fine: le vetture erano diventate troppo veloci, il tratto di strada da percorrere troppo popolato al punto di sconsigliarne la chiusura al traffico per i due giorni della gara.

Infatti, la Strada Nuova per Opicina è di fatto l'unica arteria di scorrimento che collega Trieste ai molti paesi dell'Altopiano e chiuderla al traffico avrebbe significato isolare quei comuni e quei villaggi per un intero fine settimana.
Il legame con Trieste
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Ma poche volte nella storia dell'automobilismo il legame di una gara è stato così forte e simbiotico con la città che la ospita: dalle dame Belle Epoque con ombrellino e gonnellone che ammiravano l'ardimentoso Conte Sasha von Kolowrat alla partenza del 1911, alle famiglie assiepate sulle curve di Conconello con il cestino del pic-nic negli anni 50 o alle prime minigonne ed i primi capelli lunghi dei '60...

Tutta la città attendeva quel favoloso fine settimana di inizio estate per stringersi attorno a piloti, cronometristi e meccanici, mescolandosi allegramente al 'circo delle corse'.

Dal 1982 il Club dei Venti all'Ora di Trieste, un'associazione di appassionati di vetture storiche e sportive particolarmente attaccati al territorio triestino, alla sua storia ed alle sue attività caratteristiche, organizza annualmente la rievocazione storica della gara, denominata ora Trieste Opicina Historic: più che replicare la gara, cosa per vari motivi poco realizzabile, si vogliono far rivivere la passione, la festa e la partecipazione, riportando sulle strade triestine alcune belle vetture da corsa o da turismo di quei tempi.

Gli inizi: prima della Prima e della Seconda Guerra mondiale
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La prima Trieste Opicina fu disputata nel 1911, quando Trieste faceva ancora parte dell'Impero Asburgico: concorrenti stranieri venivano infatti considerati tutti quelli provenienti 'dal vicino Regno', ovverosia l'Italia!

Trieste era a quei tempi crocevia di traffici e di commerci importanti e ricopriva il ruolo di porto più importante dell'Impero; la città pullulava di imprenditori, industriali, notabili, nobili e perché no, avventurieri.

Per volontà di alcuni lungimiranti personaggi locali di spicco, non ultimi i Parisi, i Dreher e la famiglia von Thurm und Taxis, si pensò di dare slancio all'epoca dei motori e dell'automobile che si stava sviluppando in quella parte finale della Belle Epoque tramite l'organizzazione di una gara automobilistica, la celebrazione della velocità, dell'ardimento e delle capacità umane.

Già nel 1908, a testimonianza di quanto vivace era la scena triestina legata alle macchine ed ai motori, era stata organizzata una competizione automobilistica sul Chilometro lanciato: teatro ne era stato il Lungomare di Barcola, dove oggi c'è la pineta di Barcola ed iniziano i popolarissimi Topolini.
I protagonisti e i vincitori
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Da quel momento, con l'organizzazione della Trieste Opicina, l'asticella veniva posta più in alto: si puntava al palcoscenico europeo più prestigioso e non si poteva sbagliare.

Infatti, la prima Trieste Opicina fu la più grande in assoluto tra quelle disputate prima della Prima ed anche della Seconda Guerra Mondiale. Ebbe grandissimo successo ed enorme risonanza e pose subito la gara tra le grandissime classiche: oggi, solo la Targa Florio (1907), l'Alpenfahrt (1910) ed il Rally di Montecarlo (1911) possono vantarsi di essere nati prima della Trieste Opicina tra le competizioni tutt'ora in svolgimento.

Vinse la prima edizione Hieronimus Otto al volante di una Laurin&Klement, marca boema subito dopo ridenominata Skoda: i legami tra Praga e Trieste sono ancora fortissimi anche grazie a quella vittoria. Otto riuscì a battere le Mercedes, le Puch, le Austro-Daimler le Lancia e le Ford.

La guerra 1914-18 (a Trieste la guerra iniziò un anno prima e Trieste ha il primato di aver subìto un anno di guerra in più, prendendo parte al conflitto prima come territorio austriaco e poi italiano), preannunciata lugubremente dall'attentato di Sarajevo, pose fine alla Belle Epoque ed alla Trieste Opicina, che non si ripresentò più alla ribalta fino al 1926, in una Trieste profondamente ferita e cambiata.

La ripresa
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Ma la voglia di correre sulle larghe e ben disegnate curve che portano ad Opicina era troppa, e così si ricominciò ben presto a fare sul serio, sotto l'organizzazione dell'Automobile Club Trieste.

Già nel 1929 vinse un campione come Achille Varzi su Alfa Romeo ed il vero exploit venne l'anno successivo, il 1930, con la vittoria dell'Asso degli Assi Tazio Nuvolari. Il mantovano volante diede così anche la sua prima vittoria ad Enzo Ferrari, il patron del suo team che ancora non costruiva automobili ma utilizzava in corsa una formazione di Alfa Romeo P2 e P3 particolarmente ben preparate. Da quel giorno Enzo risultò particolarmente legato a Trieste e volle sempre partecipare alla gara con grande impegno, mettendo in campo le sue macchine e i suoi piloti migliori: sono infatti nove le vittorie della Ferrari al traguardo di Villa Opicina negli anni fino al 1971.

Oramai, la Trieste Opicina si avviava a ritornare nell'Olimpo: Lancia, Alfa Romeo, OM, Bugatti, Salmson, Maserati e Fiat si combatterono le edizioni fino a quella in tono minore e sotto minacciosi venti di guerra del 1939: di nuovo, un conflitto mondiale veniva ad interrompere lo sviluppo della gara.

Gli anni Cinquanta e Sessanta
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Finito il secondo conflitto e rabberciata al meglio la città, accadde qualcosa di straordinario: furono gli appassionati locali a stringersi attorno alla 'loro' gara, rimettendola in piedi nonostante le mille difficoltà ed i mille problemi che attanagliavano questi territori in varie maniere torturati.

Fu una escalation: si aggiunsero le Osca, le Abarth, le Cisitalia, le Porsche, le Lotus, e a Trieste non mancò più nessuno per dipsutare una delle tappe più combattute ed ambite del Campionato Europeo della Montagna. Nessuno squadrone ufficiale voleva mancare a Trieste, nessun pilota affermato o di belle speranze, nessun appassionato privato con maggiori o minori disponibilità economiche voleva esimersi dal dare battaglia sul percorso che da Foro Ulpiano si snodava fino alla Casa Cantoniera di Banne.
I grandi campioni della Trieste Opicina
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Fu così che a Trieste arrivarono il futuro Campione Mondiale di Formula Uno Jochen Rindt e gli altri piloti di caratura come Jonathan Williams, Frank Williams, Dieter Quester, Hans Herrmann, Toine Hezemans, Arturo Merzario, Peter Schetty. Arrivarono tra gli altri anche i grandi Bordoni, Valenzano, Marzotto, Cabianca, Abate, Zeccoli, Lualdi, Vaccarella, Facetti, Ortner, Patria, Pilone, Noris, Troberg, Dini, Frescobaldi, Pittard, Pianta e Moretti. Addirittura, nel 1958 giunse prima assoluta una donna, Ada Pace, suggellando il tradizionale legame tra Trieste e l'emancipazione femminile.
Non più solo una gara automobilistica
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Il legame straordinario di Trieste con la sua gara raggiunse negli anni 60 l'apice: oramai non era solo una corsa, era una festa cittadina come oggi lo è la Barcolana.

Anche i non appassionati di auto e di corse si affollavano alla partenza oppure sul percorso, dove famiglie intere facevano pic-nic ed i bimbi approfittavano di posizioni di privilegio per seguire i concorrenti sulle spalle dei padri.

Qualcosa di trasversale e trans-generazionale come poche volte si vede: ed il risultato è che ancor oggi, se incontrate qualche vecchio pilota che magari non ha mai partecipato, appena gli dite che siete di Trieste lo vedete illuminarsi rispondendovi 'Ah, Trieste Opicina' come fece il compianto Clay Regazzoni.

Il nome di una città, ancora portato ai vertici dell'automobilismo internazionale dal ricordo della sua gara. Trieste, città del caffè, della Barcolana… e della Trieste Opicina!


Le rievocazioni storiche
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Dal 1982 il Club dei Venti all'Ora organizza la rievocazione della Trieste Opicina: negli ultimi anni la manifestazione è stata intitolata Trieste Opicina Historic e la cadenza è divenuta annuale. Si tratta ora di un evento nel quale l'elemento competitivo non è più la velocità ma la regolarità, su tratti di percorso cronometrati.

Il percorso si è allungato, tanto da abbracciare anche le vicine province di Gorizia e Udine e da sconfinare nelle vicine Slovenia e a volte Croazia. Il respiro internazionale sta tornando e sempre più frequenti sono le targhe straniere alla Trieste Opicina, entrata a far parte del Campionato Internazionale Alpe Adria Classic Challenge.
Trieste: la vera protagonista della corsa
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Altro fattore recente che rende la Trieste Opicina unica nel suo genere è dato dallo splendido territorio che attira non solo appassionati di auto, ma pure curiosi e turisti.

Le macchine sportive e storiche sono certamente belle e attirano un po' tutti, dai bimbi agli anziani. Tuttavia nell'ambiente adatto, come gli scorci affascinanti di Trieste, i particolari paesaggi carsici o le dolci colline dei Colli Orientali ricamati di vigneti, esse risultano ancor più attraenti.

E viceversa, quei paesaggi e quegli scorci sembrano fatti apposta per esaltare le sinuose linee di Pininfarina, di Bertone, di Zagato, di Giugiaro o di Scaglietti.

La Trieste Opicina si stringe dunque attorno alle varie eccellenze territoriali di Trieste e del Friuli Venezia Giulia, per sostenerle e promuoverle nel mondo.