Trieste Now

Massimiliano e Manet

dal 12 maggio al 30 dicembre 2018

Un incontro multimediale al Castello di Miramare
Massimiliano e Manet
Dal 12 maggio al 30 dicembre a Trieste al Castello Di Miramare apre i battenti l'innovativa mostra "MANET e MASSIMILIANO. Un incontro multimediale".

Miramare, per celebrare i 150 anni dalla morte di Massimiliano d'Asburgo, propone un percorso immersivo e multimediale, allestito negli spazi delle Scuderie del Castello, per dar vita all'incontro impossibile tra l'imperatore del Messico, fucilato il 19 giugno 1867, ed Édouard Manet, il grande pittore francese che, indignato dalla vicenda, denunciò con la sua pittura le responsabilità dell'imperialismo francese.

Manet fu così ossessionato dall'evento che realizzò tra il 1867 e il 1868 ben tre versioni di grande formato, uno schizzo ad olio e una lastra litografica. Tutte le versioni dell'Esecuzione di Massimiliano furono censurate e mai esposte finché Manet fu in vita. Nella sua opera Manet veste i soldati del plotone d'esecuzione non più con i panni borghesi, bensì con le uniformi dell'esercito francese, definendo il messaggio e il senso dell'opera. La versione finale del 1868 sarà la più grande, quella dal tratto più definito, in cui l'esempio della pittura spagnola e di Goya appare esplicito.

L'itinerario interattivo -prodotto da Civita Tre Venezie e Villaggio Globale International- trasporterà i visitatori all'interno di questa storia, dentro i luoghi che l'hanno scandita, da Miramare al Messico a Parigi, grazie a una dimensione immersiva di suoni, proiezioni e ambienti ricreati. Saranno visibili inoltre testimonianze quali lettere, libri, documenti e dipinti. Ad accompagnare gli spettatori in questo flashback virtuale sarà la narrazione teatrale ideata dallo sceneggiatore Alessandro Sisti e recitata da Lorenzo Acquaviva, che nei panni di Massimiliano farà rivivere le emozioni e le contraddizioni di questa trama.

La "multimedialità" sarà al centro di questa rievocazione, instaurandosi su più livelli di lettura. Dai giornali, alla pittura come mezzo di denuncia dalla narrazione scenografica e potente, ai video finali di due artisti messicani che riportano l'osservatore a riflettere sul nostro presente.