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Al Revoltella con l'artista Paolo Cervi Kervischer

Non capita spesso di essere accompagnati al Museo da un artista le cui opere potrebbero essere esposte proprio in quel Museo.
Io questa fortuna l'ho avuta.
Ho visitato il museo Revoltella con una guida speciale, l'artista triestino Paolo Cervi Kervischer.
Un'idea originale che associa alla visita del museo un aperitivo a casa dell'artista triestino.
Ho visto per la prima volta quel museo, tante volte distrattamente visitato, sotto una luce diversa, attraverso gli occhi di un artista generoso, colto e appassionato.
scuola_di_figura
La visita comincia da una stanza, per me, apparentemente insignificante.
Non è certo insignificante per Cervi Kervischer che qui, proprio in questa stanza, ha iniziato la sua carriera d'artista.
Siamo infatti in quella che era la Scuola di Figura, posto centrale per la formazione artistica a Trieste, finché, con la ristrutturazione del museo da parte di Carlo Scarpa, non venne eliminata.

"Questa stanza per me ha un valore particolare - ci dice Cervi Kervischer - qui ho iniziato a disegnare quando avevo 17 anni, sotto la guida di Nino Perizi. Ma a me piace anche ricordare che prima di essere una scuola, questa stanza era la cucina di casa Revoltella. E come in cucina si prepara il cibo che mangiamo, così nella scuola si forma: il cibo dell'arte.
Salivo questi tre gradini che mi portavano nello studiolo del maestro Perizi e per me era un ricominciare sempre di nuovo".

Anch'io oltrepasso quei gradini e la visita inizia con un passo diverso.
Da qui in avanti è un susseguirsi di (ri)scoperte che vedo o rivedo ma che solo ora assaporo pienamente, grazie alla sensibilità della nostra "guida".

camera_ottica
(Ri)scopro, tra le tante cose, che a Trieste c'è un Canova originale oppure che nelle stanze del Barone, al piano terra, lo sguardo irriverente dell'autoritratto di Giuseppe Tominz ammicca beffardo da quella tavola che fu la sua porta del bagno.
Scopro, al piano di sopra, l'altra dimensione del Barone, non solo collezionista, ma anche e soprattutto commerciante, che controllava le sue navi che arrivavano in porto e il magazzino vini da un cannocchiale e da una camera ottica che sembra un quadro.
Scopro che il nostro mentore ha una vera passione per la scultura. In particolare per la scultura di Rovan, il cui Homo Solus rappresenta simbolicamente la pesantezza del vivere.
mascherini
Ma soprattutto, per quella del Mascherini intorno al quale ci tiene una vera e propria lezione d'arte illustrando mirabilmente il percorso e lo sviluppo dell'opera dell'artista.
Una splendida ragazza triestina che chiama gli amici sembra essere seduta di fronte al mare, ai Topolini.
Scopro che l'idea di quadreria nasce nel '600 per dare valore alla singola immagine, al singolo quadro in sé e non in quanto inserito in un ambiente.
(Ri)scopro Veruda che ha portato la pittura francese a Trieste con il suo impressionismo.
Scopro alcuni aneddoti divertenti. Per esempio che il pittore triestino Balestrieri, dopo tanti tentativi di sfondare, finalmente dipinge, nel 1900, l'opera "Beethoven" a tal punto ammirata che viene richiesta da tanti. L'autore inizia a confezionarne delle copie. Ma con il proliferare delle copie, il quadro perde il suo valore e il Balestrieri viene nuovamente stroncato.
Scopro che l'importanza di "Meriggio" di Casorati, forse l'opera più famosa del Revoltella, è legata al senso di totale stasi che l'artista riesce a comunicare, in un momento in cui sulla scena europea imperversa il futurismo, che è tutto movimento. "Il tempo di Casorati si ferma - ci spiega Cervi Kervischer - e rompe, attraverso un linguaggio fatto di pennellate pulite, con quello che era il luogo comune di allora, del continuo ribollire futurista."
Scopro che esiste anche un Luigi Nono pittore, il nonno dell'altro e più famoso, celebre compositore contemporaneo.
E che dire di quel meraviglioso paesaggio di Morandi, fatto di nulla, la cui carica espressiva è interamente affidata alle vibrazioni dei toni di quei grigi e marroni?
conclusione_visita_revoltella
Mi commuove, infine, l'affetto con il quale Cervi Kervischer si sofferma sull'opera del suo maestro Nino Perizi.
Non abbiamo visto tutto.
Siamo riusciti, per esempio, a dare solo una scorsa alla ricchissima sala dedicata alla pittura triestina del ' 900. Intravedo dei Dudovich, un Timmel, Leonor Fini...
Su in alto, all'ultimo piano, abbiamo deciso di non andare per riservarci l'arte astratta alla prossima volta.

E io non ho voluto svelare tutto quello che ho visto di questo splendido museo Revoltella, che riesce a mettere d'accordo, in un sapiente gioco, il passato del Barone con le linee geometriche del grande Carlo Scarpa.
atelier_cervi_kervischer
 Adesso è il tempo per un aperitivo a casa della nostra infaticabile e coinvolgente "guida".
Due passi sulle Rive e siamo catapultati nella casa-atelier di Paolo Cervi Kervischer, in uno dei tre palazzi triestini progettati da Max Fabiani.
Gironzoliamo tra lattine di colori scintillanti, tele, dipinte o intonse, accatastate alle pareti, schizzi, disegni e libri. Tanti libri.
In fondo al corridoio la grande cucina, con il tavolo sul quale sono sapientemente appoggiati bicchieri, piatti, vassoi. Con quel leggero disordine che solo un artista sa creare.
Qui sorseggiamo del buon vino bianco del Carso, tra una chiacchiera e l'altra, come buoni amici di vecchia data.
Il tempo è passato veloce. Troppo.

Torno sui miei passi. Ma prima di uscire do un'ultima occhiata allo studio dell'artista e intravedo, dal vetro appena sfuocato della finestra, lontano, il baluginio del mare, lo stesso mare che il Barone scrutava con il suo cannocchiale.

Francesca Pignatti


Programma
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L'artista Paolo Cervi Kervischer vi accoglierà nel suo studio dove, sorseggiando un aperitivo, vi racconterà delle sue opere e della nostra città. In seguito vi condurrà al Museo Revoltella, una galleria d'arte moderna, fondata nel 1872 per volontà del barone Pasquale Revoltella il quale, alla sua morte, lasciò alla città molti suoi beni tra i quali la sua elegante casa (oggi sede del museo) e tutto quanto era in essa contenuto, per una visita speciale della galleria contemporanea del museo. Terminata la visita si potrà fare uno stuzzichino a base di pane e focacce o a base di dolci con una bevanda a scelta, in una pasticceria-panetteria vicino al museo.
Condizioni
Quota di partecipazione per persona:
€ 140,00

La quota comprende:
- 2 notti presso la Residenza le 6A nel cuore di Trieste con trattamento di pernottamento e prima colazione
- incontro e aperitivo con l'artista Paolo Cervi Kervischer presso il suo atelier
- biglietto di ingresso al Museo Revoltella
- tradizionale rebechin o stuzzichino presso la caratteristica caffetteria Romy, a lato del museo
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